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Mettiamo che arrivano
gli agenti super-specializzati della polizia postale e della
scientifica e che ti dicano: "Guardi, è il suo computer che la sta
spiando".
Roba tipo Philip K. Dick. Tipo Minority Report, o meglio
ancora, tipo il mitico Hal 9000, il computer emotivamente scosso di
"2001 Odissea nello spazio". Fantascienza, intelligenza artificiale,
il grande fratello che ti osserva, e via stereotipando.
Però è successo. Ecco la storia. Vera: un bel giorno a casa di Fabio
Visca, conduttore di una trasmissione su RadioRai2, Fabio e
Fiamma, la trave nell'occhio, squilla il telefono. Siamo a
luglio. Normali molestie telefoniche. A settembre cominciano ad
arrivare le e-mail: dettagliatissimi particolari della vita
domestica del conduttore, che solo pochi conoscono. Il nome della
gatta, appunto, la canzoncina appena cantata. Strano. Ancora più
strano: una sera Visca chiama al telefono di casa una persona. Non
la trova. Subito dopo squilla il telefono. Dall'altra parte la voce
che ripete il nome del tizio che aveva appena cercato. Unico
testimone, il computer. Era acceso.
Gli esperti hanno detto a Visca che lo spione probabilmente era un
hacker. Avete presente quei tizi che riescono a violare ogni
computer, entrano nella memoria, per dire, del Pentagono o dell'FBI?
Il fatto che il computer di Visca è dotato, come quello di milioni
di persone sparse sul globo terracqueo, di un piccolo microfono,
tipico di chi ha un abbonamento ADSL per navigare in Internet senza
limiti. Dicono i tecnici: in assenza di sofisticati filtri, i
collegamenti con la "rete delle reti", sono insidiosissimi: una
porta aperta, insomma.
Fabio Visca, ora, ha paura. "Una volta individuato, per esclusione,
il computer -ha detto- io e mia moglie abbiamo sempre paura di
essere ascoltati". Il conduttore è assolutamente convinto che
l'anonimo delle telefonate di luglio e l'autore delle e-mail siano
la stessa persona. "Probabilmente un mitomane". Gli inquirenti
stanno compiendo nuove verifiche, è stata aperta un'inchiesta contro
ignoti per il reato di "Interferenza illecita nella vita privata" e
per per altri reati inerenti alla intercettazione non autorizzata.
Il signor Visca è comprensibilmente sconsolato: "Internet è
biunivoco: ti permette di osservare tutto il mondo, ma in modo
speculare anche tutto il mondo può osservare te". Come sanno bene
tutti quelli che conoscono la cosiddetta push tecnology: tu
entri in un sito, e contemporaneamente si aprono altri dieci siti,
che tu non vuoi, non conosci, non ti interessano.
Ti inseguono. Ah già, ci sarebbe anche Echelon a inseguirti, il
grande orecchio -abbastanza comico, per la verità- che spia tutte le
telefonate dell'universo, capta una parola, tipo "bomba" e "loro" ti
arrestano (senza conoscere, temiamo, il senso dell'umorismo: se dici
alla tua mamma "sei una bomba" magari ti ammanettano lo stesso). E
poi c'è una quantità industriale di spaventevole letteratura su come
possiamo essere "pedinati" tramite le nostre carte di credito, il
bancomat, il telefonino. Ancora non siamo giunti alla realtà di
Minority Report, il filmone di Spielberg tratto da quella
vecchia volpe di Phil Dick (uno che le sapeva maneggiare bene le
nostre paure possibili). Dove è spiato anche il tuo
inconscio: degli strani esseri "prevedono" che sta per ammazzare tua
moglie e tu vieni arrestato prima di compiere l'orrido delitto.
E' la tecnologia, baby: ha bisogno di inseguirti, di braccarti.
Anche quando non lo vuoi. Anche senza che ci si metta in mezzo un
piccolo mitomane.
Forse è meglio spegnerlo il computer.
Roberto Brunelli |