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Esistono due tipi di persone:
1) quelli che riscontrando una determinata “stortura” cercano di
risolverla con i mezzi che hanno;
2) quelli che per svariati motivi negano l’esistenza stessa della
medesima oppure la difendono a spada tratta.
La spaventosa ed evidentissima truffa che in altri paesi ha assunto
il nome di “rete del debito” (http://www.webofdebt.com/) o “spirale
del debito”, in Italia viene sinteticamente individuata con "signoraggio".
Le persone tipo 2), una parte delle quali avrebbe il bagaglio
culturale e l'obbligo (perchè stipendiati dallo Stato – alludo
ovviamente ai professori universitari di macroeconomia) di
individuare tutti i giusti cavilli tecnici e la terminologia più
appropriata per evidenziare al meglio la stortura, si affannano, non
tanto a cercare di comprendere le ragioni delle persone tipo 1), ma
ad additarle come ignoranti, visionarie, ecc..
Ora emerge sempre più chiaramente che
la truffa non consiste tecnicamente nel vero e proprio signoraggio
come è stato inteso finora (l'insieme dei redditi derivante
dall'emissione di moneta) ma in una accezione più generale,
comprendente anche tutti gli interessi (signoraggio) relativi alle
monete "creditizie", per loro natura esclusivamente pubbliche, in
quanto "emesse" su concessione "pubblica". Ad esempio, se pago il 6%
per un mutuo fatto esclusivamente da moneta creata dal sistema
bancario, il 4% (costo del denaro interbancario) dovrà andare allo
Stato ed il 2% alla banca (21).
Vediamo come se la cava wikipedia.
a) Il signoraggio è la
differenza fra il valore nominale di una banconota (o moneta) ed il
costo della sua produzione. L'insieme dei redditi derivante
dall'emissione di moneta prende il nome di reddito da signoraggio.(1)
b) Bagliano e Marotta, in Economia
monetaria, il Mulino, definiscono il signoraggio (pag. 18) come
segue:
«In
linea di principio, la creazione di base monetaria in
condizioni di monopolio dà la possibilità alla banca centrale di
ottenere redditi (il cosiddetto signoraggio) pari alla differenza
tra i ricavi ottenibili dagl'investimenti in attività finanziarie e
reali e i (trascurabili) costi di produzione. Poiché questi
redditi derivano dalla condizione di privilegio concessa dallo
Stato, i profitti sono in genere incamerati in misura prevalente da
quest'ultimo, sotto forma di imposte. Un limite alla produzione,
potenzialmente illimitata di base monetaria è posto dall'obiettivo
del mantenimento di un livello dei prezzi relativamente stabile,
data la relazione diretta che storicamente si è osservata tra
inflazione e offerta di moneta.»
(1)
c) Nei paesi dell'area euro, il
reddito da signoraggio viene incassato dai paesi membri per il conio
delle monete, e dalla Banca Centrale Europea (BCE) che emette le
banconote in condizioni di monopolio. Tali redditi sono poi
ridistribuiti dalla BCE alle BCN (banche centrali nazionali) in
ragione della rispettiva quota partecipazione, es. bankitalia
14,57%. In molti casi, fra cui l'Italia, gli utili della Banca
Centrale vanno comunque in massima parte allo stato. (1)
d) Si può quindi distinguere il
reddito derivante dal diritto di emettere in esclusiva moneta in due
grandi categorie: il reddito derivante dall'emissione di monete
metalliche dal reddito derivante dall'emissione di altre forme di
moneta. Questo viene incassato solitamente dalla banca centrale, il
primo dallo Stato. (1)
e) Apprendiamo ancora, questa volta
dal prof. Rovelli (2):
“.. tre concetti di signoraggio sono stati usati nella
letteratura:
- costo opportunità, ossia l’interesse
(netto) ricavato dalle riserve della banca centrale;
- signoraggio monetario, ossia il
cambiamento della base monetaria;
- tassa da inflazione.”
La definizione di base monetaria
è la seguente: (3)
È
l'elemento di base dell'offerta di moneta di un sistema economico,
ed è composta dalla valuta nazionale in circolazione
(circolante) e dalle riserve detenute presso la Banca centrale.
Nel bilancio bankitalia è ben visibile
il “costo opportunità”. Lo troviamo nel conto economico a
pag. 280, 285 e 286 dell’ultima relazione annuale (4).
Bankitalia introita 3,13 miliardi di €, paga imposte per 0,67
miliardi di € e ripartisce gli utili dando allo Stato altri 0,08
miliardi di €. Il reddito monetario è trascurabile.
Il signoraggio monetario delle banconote create tipograficamente
nell’anno non va considerato perché la banca centrale detiene una
adeguata riserva fruttifera i cui proventi vanno allo Stato, già
considerati nel costo opportunità. In sostanza questo signoraggio
acquista significato concreto quando l'emissione monetaria avviene
senza un corrispondente indebitamento; nell’attuale procedura, è
come congelato nella riserva.
Il signoraggio “tassa da inflazione” è
compreso nei primi due.
Quindi tutto regolare! Possiamo stare tranquilli e continuare a
tirare il carretto. Tutti coloro che hanno messo in dubbio la bontà
dell’attuale procedura dell’approvvigionamento monetario, come
Allais (5), Auriti (6), Cook (7), ecc., sono degli “ignoranti”. (8)
Ma visto che “A pensar male si fa
peccato, ma spesso ci si azzecca”
e che i conti della serva non tornano, è meglio cercare di capire
bene la questione a costo di passare per ignoranti e malfidati.
Innanzitutto si tratta di inquadrare in che razza di sistema
siamo capitati.
Ci sono due
modelli, secondo l’attuale paradigma: (9)
1. Economia monetaria pura - non
esiste credito
2. Economia creditizia pura - le
transazioni sono svolte attraverso il credito
Con l’economia monetaria pura
vale perfettamente l’equazione di Fisher (24) e la velocità di
circolazione della moneta è costante nel medio periodo.
Con l’economia creditizia pura, in astratto, una piccola
quantità di moneta può servire a sorreggere tutti gli scambi.
- Tutti i pagamenti sono fatti attraverso il credito
- La velocità di circolazione tende all’infinito
Le banche creano moneta (depositi)
- Le banche non hanno limiti (teorici) alla creazione di credito
- L’offerta di moneta viene creata dalla domanda stessa
Viviamo in un sistema che è una via di
mezzo fra questi due ma con netta prevalenza della parte creditizia,
pur non avendone mai avuto coscienza e men che meno avendolo scelto
democraticamente.
Lo Stato ha divorziato dalla banca centrale (10); tale divorzio ha
avuto le conferme del trattato di Maastricht e della costituzione
“bancaria” europea, ma non, grazie a Dio, dei Popoli francese ed
olandese.
Inoltre siamo chiamati ad infiniti atti
di fede per ritenere che i bilanci delle banche centrali siano
sempre veritieri, per poi scoprire che necessitano di “condoni”.
(11) “E troppa premura è stata mostrata
dalla Banca d’Italia nel sollecitare il condono fiscale, per sé e
per tutte le altre banche. L’impressione che ne è scaturita è che
l’intero sistema creditizio avesse più di un peccato da farsi
perdonare dal fisco.”
Non solo; viviamo in un sistema nel
quale la società per essere monetizzata deve SEMPRE fare ricorso al
debito. (12)
Lo Stato paga per interessi circa 70 miliardi di euro all’anno ed
incassa per “signoraggio”, comprese le imposte, meno di 1 miliardo
di euro all’anno.
Il circolante è circa 113 miliardi di euro, dei quali 105 cartacei e
8 metallici (13).
L’aggregato monetario (17)
- M1 (circolante + depositi a vista) il 31 dicembre ’06 era 667
miliardi di euro,
- M2 (M1 + depositi con scadenza fissa fino a 2 anni + depositi
rimborsabili con preavviso fino a 3 mesi) era 941 miliardi di euro
- M3 (M2 + pronti contro termine + quote di fondi di
investimento monetario e titoli di mercato monetario + obbligazioni
con scadenza fino a 2 anni) era 1.124 miliardi di euro.
La procedura fa sì che lo Stato,
proprietario della moneta, si indebiti sempre di più (a nostro
discapito) per rincorrere gli interessi sul debito e percepisca gli
interessi (quello che secondo loro è il signoraggio) solo di una
minima parte delle monete in gioco (le riserve della banca
centrale).
Ma gli interessi (signoraggio) da far pervenire allo Stato
(collettività) non sono solo quelli; vanno aggiunti TUTTI quelli
relativi alle monete creditizie.
È come se un autore (Stato) di un brano musicale di successo venisse
pagato per la sola interpretazione dal vivo ed il suo impresario
(sistema bancario e finanziario) percepisse legalmente i diritti per
tutte le riproduzioni. L’autore vive di stenti e l’impresario
ingrassa.
Fintantoché l’establishment dirà che
và tutto bene dovremo rassegnarci a vedere l’impresario prosperare e
l’autore deperire.
Una volta emersa la debolezza del sistema sarà facile individuare
una soluzione per uscirne fuori.
La proposta di Ron Paul (14) di eliminare le banche centrali sembra
la più assennata, visti i risultati del loro operato (15), checchè
paolo savona ne dica ("Libero" – sabato 18 agosto ’07 – "maggiori
poteri alla BCE").
Chi dovrebbe denunciare tutto ciò? A
mio modesto avviso dovrebbero essere gli uomini della cultura e
della politica con la precedenza dei primi, per ovvi motivi, volendo
concedere ai politici l'alibi dell'ignoranza.
Fatte queste osservazioni risulta
abbastanza chiaro che le definizioni fatte da wikipedia possono
essere veritiere o errate in funzione del contesto nel quale ci
collochiamo.
I due passaggi del punto a) sono assai diversi fra loro; il primo
nell’attuale sistema è privo di significato pratico, mentre
l’avrebbe se NON ci fosse riserva; il secondo invece è una
definizione generale sempre valida.
La definizione di Bagliano e Marotta punto b) è corretta, ma
sembra più preoccupata a non scoprire gli altarini piuttosto che a
fare chiarezza. Lascia intendere: è bene che non siano gli Stati a
fare direttamente moneta perchè quando l’hanno fatto si è
riscontrata l’inflazione.
I punti c) e d) sono sapienti dosaggi di parole atti ad ottenere un
potentissimo rimedio soporifero.
Il punto e) è l’esempio di cosa NON deve fare un professore
universitario degno di questo nome.
Si spiega la nozione senza fare nulla
per far comprendere il problema fino in fondo. (25)
Ma da un ateneo che ha deciso di infangare la propria gloriosa
storia dando la laurea honoris causa a Soros (ottobre ‘95)
cos’altro ci si può attendere? (16)
Veniamo ora al protagonista principale del conferimento della
suddetta laurea: il prof. Romano Prodi.
L’11 luglio 2005 era su un Eurostar Bologna-Roma; una persona
informata sulla questione monetaria lo riconosce e gli chiede;
"Professore! Vorrei mostrarle una cosa: questo è un Simec (20). E'
una moneta di proprietà del portatore, a differenza di quelle
stampate dai banchieri privati".
"E qual 'è la differenza ?" RP.
"Come qualè la differenza? ...
all'atto della emissione di questa moneta nessuno si indebita, al
contrario di ciò che succede con l'euro".
"Non capisco la differenza tra i due sistemi" RP.
"Se il valore della moneta non sta
nell'oro - come lei sa benissimo la convertibilità è stata abolita
da 30 anni - allora sta nella sua accettazione da parte dei
cittadini. Questo vuol dire che la moneta va accreditata e non
addebitata all'atto dell'emissione, il valore siamo noi..."
"Non capisco proprio che vantaggi ci sarebbero" RP.
"Ci si può liberare dalla schiavitù
del debito [risatine del Prodi e dei portaborse]. Non sarebbe meglio
che lo stato stampasse banconote invece di indebitarsi facendole
stampare ad aziende private come Banca d'Italia, che è posseduta dai
privati che dovrebbe controllare ? Poi potrebbe distribuire questo
denaro ai cittadini".
"Ma no... la quantità di moneta è controllata... dalla Banca
Centrale..." RP. (18)
Vediamo ora di capire il motivo
dell’incomprensione fra i due interlocutori.
La 4 risposte dell’attuale presidente del consiglio dei ministri
sottolineano che, secondo gli attuali paradigmi, non cambia nulla
perché:
a) i Simec si creano senza indebitarsi e con le sole spese
tipografiche;
b) con gli euro cartacei ci si indebita, ma gli interessi che si
pagano vengono restituiti allo Stato attraverso il “costo
opportunità”;
a meno di qualche difformità, se tutto funzionasse correttamente,
effettivamente non ci sarebbero differenze.
Fatto quindi l’atto di fede che tutti
bilanci bancari (centrali e non centrali) siano corretti (11) e che
paghino tutti regolarmente le tasse e le imposte (19), la domanda da
fare al professore sarebbe: “perché il signoraggio (interessi)
relativo alle monete creditizie non viene fatto pervenire allo
Stato?”, oppure, in alternativa: “perché non ci collochiamo
in una economia monetaria pura (senza credito), in modo che tutti
gli interessi su TUTTE le monete “pubbliche” giungano allo Stato?”.
Così facendo rimarremmo entro i confini dell’attuale paradigma
(moneta in cambio di debito - per paura dell'inflazione), ma NON
alimenteremmo l’attuale spirale perversa del debito.
Ovviamente il sistema finanziario dovrebbe trovare un nuovo
equilibrio perchè avrebbe molte meno entrate di oggi, ma non mi
sembra questa una argomentazione valida per NON farlo, lasciando
inalterate nel contempo le attuali condizioni al contorno.
Non è facilissimo fare i calcoli per stimare quanto ritornerebbe
agli italiani ogni anno se si prendesse questa via; la stima è assai
elevata (fra costo opportunità ed imposte, almeno 300 miliardi di
euro all’anno; 10 volte l’ultima finanziaria); più che sufficiente
per ridurre drasticamente l’imposizione fiscale oggi a nostro totale
carico.
A questo punto vien da chiedersi cosa
intendono i politici quando dicono: “pagare tutti (le imposte) per
pagare di meno”. Quel “tutti” non è proprio CHIARO!
Concludendo, sia che si prenda la
strada dell’emissione monetaria diretta da parte dello Stato senza
indebitamento, sia che si rimanga entro i confini dell’attuale
paradigma (moneta in cambio di debito) è possibile pervenire ad una
Società degna di questo nome, nella quale gli Stati sarebbero TUTTI
quasi esclusivamente liberi dal debito. È solo una questione
politica, non tecnica.
E'
quindi corretto che la BC ponga al passivo le banconote in
circolazione, perchè pone corrispondentemente all'attivo dello Stato
Patrimoniale una congrua riserva, ma non è corretto che al popolo
sovrano vengano sottratti gli interessi sulle monete creditizie.
Così come l'acqua che scorre nei canali irrigui privati è
"pubblica", la moneta creditizia creata dai sistemi finanziari
privati è "pubblica". Così come la BC corrisponde il "costo
opportunità" della moneta circolante allo Stato (o della
corrispondente riserva, che è la stessa cosa), il costo opportunità
della moneta creditizia creata dai sistemi finanziari deve essere
corrisposto allo Stato.
(1)
http://it.wikipedia.org/wiki/Signoraggio
(2)
http://www.signoraggio.com/pdf/signoraggio_rovelli2002.pdf
(3)
http://www.unicreditbanca.it/ait/glossario/?idc=725
(4)
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relann
(5)
http://www.disinformazione.it/schiavidellebanche.htm
(6)
http://www.maza.it/simec/ordinamento/ordin.monetario.htm
(7)
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3614
(8)
http://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Signoraggio
(9)
http://www.economiamc.org/repo/81/Wicksell.ppt
(10)
http://www.disinformazione.it/divorzio_stato_bankitalia.htm
(11)
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=12026
(12)
http://www.disinformazione.it/cesare.htm
(13)
http://www.ecb.int/bc/faqbc/figures/html/index.it.html
(14)
http://www.signoraggio.com/signoraggio_abolirelafed.html
http://www.signoraggio.com/index_video.html
http://www.youtube.com/watch?v=u_nLoN0b_ZY
(15)
http://www.disinformazione.it/camelot_crollata.htm
(16)
http://www.movisol.org/soros1.htm
(17)
http://www.univ.trieste.it/~podrecca/Appuntimacro/La_moneta.pdf
(18) in teleconferenza da Bruxelles
ad un Convegno Nazionale della ACLI, disse: "Quando sento parlare di
Europa dei banchieri mi viene da ridere. Se c'è una decisione
politica è proprio quella di creare una moneta comune"
(19)
http://www.effedieffe.com/rx.php?id=2197
"Possiamo classificare i
soggetti che non pagano o pagano meno tasse degli altri in virtù di
apposite Leggi come segue (il termine sarebbe evasione fiscale, ma
siccome in questo caso le imposte non si pagano per Legge, non si
può dire):
- il sistema politico;
- il sistema bancario;
- i grossi gruppi industriali"
(20)
http://www.maza.it/simec
(21) Oggi quel 4% dove va?
(22) "I creatori di moneta" –
Gertrude M. Coogan – Edizioni di Ar – - pagg. 13, 15, 19, 41, 46,
130-135, 144-145, 151-153, 287.
(23)
http://it.wikipedia.org/wiki/Guernsey -
http://en.wikipedia.org/wiki/Guernsey
(24)
teoria quantitativa della moneta di Irving Fisher, che espone
la sua soluzione contro la finanza "creativa" nel suo "100%
Money" - pag. 13 de "I creatori di moneta".
(25)
http://www.altalex.com/index.php?idnot=36463
http://www.altalex.com/index.php?idnot=37581 |