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La velocità con
cui si susseguono i cambiamenti rischia di frastornare le persone
che erano abituate al monotono tran tran quotidiano. Ogni cosa
cambia, si trasforma alla velocità della luce ed i cambiamenti che
prima avvenivano in anni oggi avvengono in pochi mesi.
Le persone sono disorientate e se non si adeguano in tempo,
interpretando adeguatamente i segni del cambiamento, rischiano di
esserne travolte. E’ il caso delle aziende di quei settori che nel
giro di pochi anni stanno scomparendo come il comparto tessile,
quello orafo, quello delle calzature e della pelle e tanti altri.
Sono imprenditori che non hanno delocalizzato, non hanno licenziato
e sono rimasti nel loro paese a lottare con il cambiamento, ma ora
non ce la fanno più a reggere il ritmo, a onorare i debiti, a pagare
gli stipendi, colpiti da una concorrenza dai paesi asiatici a cui è
impossibile resistere. E accade che di punto in bianco il calo di
lavoro che negli anni scorsi è stato sì sensibile, ma comunque
ancora sopportabile, nell’arco di pochi mesi sia diventato
insostenibile. Chi ha ancora qualche risparmio da parte chiude
mentre chi ha ancora da pagare debiti cerca ancora di resistere, ma
è sempre più difficile.
Di contro
abbiamo persone che magari lavorano con uno stipendio di 1.000 euro
e che prima riuscivano a “sbarcare il lunario” mentre oggi si
trovano in forte difficoltà perché negli ultimi tempi gli euro che
hanno in mano si sono ulteriormente svalutati e assomigliano sempre
di più a quello che in realtà sono, solo pezzi di carta.
Oggi i ricchi
sono
gli imprenditori che hanno delocalizzato in Romania o Cina ed hanno
visto i loro margini aumentare a dismisura, licenziando però le
persone in Italia e sfruttando il lavoro sottopagato di Romania, 320
euro mensili, e Cina, 120 euro mensili.
Oggi i ricchi sono
i politici e i loro amici che si sono spartiti come avvoltoi, le
ricchezze di un paese un tempo ricco.
Oggi i
ricchi sono
le banche che sfruttano la loro capacità di creare moneta dal nulla,
con la riserva frazionaria, per accumulare ingenti ricchezze con cui
comprare il mondo reale.
Oggi i
poveri sono
gli imprenditori che non se la sono sentita di andare a sfruttare
altra gente
Oggi i poveri sono
gli impiegati e gli operai delle imprese che hanno delocalizzato, ma
anche quelli delle imprese che ancora sopravvivono in Italia
Oggi i
poveri sono
i pensionati che hanno lavorato una vita e vedono la loro pensione
ridotta nel potere di acquisto giorno per giorno
Ma come è
possibile che il mondo sia cambiato così tanto in così poco tempo?
Quale è stata la molla che lo ha portato a cambiare così
velocemente?
La globalizzazione? Il debito? La massa monetaria?
Forse il mix micidiale di questi ingredienti?
Esattamente forse non si saprà mai; il fatto è che la spinta ad un
profitto esasperato, la concezione dell’uomo come merce e
l’ignoranza della massa sui meccanismi che vengono adottati da chi
decide veramente le cose, ha prodotto questa situazione.
Oggi è
interessante scoprire come per ogni dollaro prodotto in america ci
siano 4,4 dollari di debito
http://www.businessweek.com/bwdaily/dnflash/content/aug2007/db20070826_875599.htm?campaign_id=rss_null
Quando solo nel 1950 era l’esatto contrario.
È interessante sapere come nello scorso settembre in Inghilterra
110.000 persone abbiano dichiarato il fallimento della propria
famiglia (nei paesi anglofoni questo è possibile) e altrettanto è
interessante scoprire come il debito delle famiglie inglesi, ormai
al 160% del loro reddito, abbia superato il PIL:

Se vediamo
graficamente il debito globale vediamo che segue un andamento
esponenziale:

ed è intuitivo
che fette sempre più grandi del nostro reddito devono essere
destinate al ripianamento del debito (mutui, prestiti,
anticipazioni, scoperti di conto ecc. ecc.) tanto che rimangono
sempre minori disponibilità per la vita quotidiana e l’indebitamento
non serve più per crescere e fare investimenti, come avveniva
all’inizio del grande ciclo e abbiamo visto dal dato americano sul
rapporto debito PIL, ma solo per cercare disperatamente di mantenere
il livello di benessere.
Accanto a questo c’è un fenomeno che è quello dell’aumento della
massa monetaria che da molti anni è molto superiore al reale
fabbisogno. Proprio ieri la bce ha comunicato che ad ottobre abbiamo
avuto l’aumento di massa monetaria maggiore degli ultimi 28 anni, al
12,3%. Facciamo un rapido calcolo: se la produzione di beni e
servizi nell’area euro è di circa il 2,5% e l’inflazione ufficiale
sempre dell’area euro ha una media intorno al 2,5% abbiamo una massa
monetaria che dovrebbe aumentare ad un tasso del 5% annuo. Poiché la
media dell’aumento della massa monetaria è intorno al 10%, come si
giustifica quel 5% in più se non come perdita del potere di
acquisto? E calcolando che questo aumento è stato costante in tutti
gli anni successivi all’introduzione dell’euro è facile capire come
mai i nostri stipendi non valgono più niente. Perché lo fanno? Prima
per permettere ai loro amici speculatori di comprare a saldo
proprietà e aziende, quelli che prendono denaro svalutato prima che
i prezzi si adeguino sono avvantaggiati e sono sempre amici e amici
degli amici. Oggi continuano a farlo per non far scoprire il trucco
e far fallire banche che hanno giocato troppo con prodotti
finanziari altamente tossici.
Altro fatto
importante è che ora le banche stanno progressivamente riducendo il
credito con Basilea2 che entrerà a pieno regime con il nuovo anno e
questo, unito alle difficoltà delle imprese e delle famiglie
derivanti dal momento economico, potrebbe essere il detonatore di
una situazione molto pericolosa.
La situazione come vediamo è molto delicata, ma ancora permette di
essere ottimisti se solo usiamo la nostra testa per avere la
consapevolezza dei meccanismi che hanno creato questo sistema e
mettere in atto una serie di contromisure da prendere:
- Ricostruire la
struttura del mercato locale
- Creare vetrina e mercato alle produzioni locali riqualificando il
piccolo commercio
- Ridurre le filiere produttive che consentano al produttore di
percepire un giusto guadagno e al consumatore di pagare un prezzo
inferiore
- Aumentare il potere di acquisto delle famiglie e dei pensionati
con l’adozione dei Buoni Locali SCEC (la Solidarietà ChE Cammina)
- Attivare la solidarietà della comunità nei confronti delle persone
svantaggiate
- Attivare una rete interregionale di scambi di eccedenze produttive
e flussi di turismo agevolati dall’adozione dei Buoni Locali
Al peggiorare
della situazione internazionale e nazionale dovrà corrispondere
un’attività volta al raggiungimento di questi obiettivi che
consentirà alle economie locali di far fronte alle tempeste
economiche in arrivo e di sganciarsi dal treno della globalizzazione
che sta deragliando, per intraprendere un cammino di ricostruzione e
di crescita anche morale su di una strada completamente diversa, ma
facile da attuare. Molto più semplice di quanto si creda.
Molti gruppi stanno lavorando alacremente all’attuazione di questo
progetto www.progettotau.org
in tutta Italia e poiché il tempo scorre veloce è necessario che
chiunque abbia la consapevolezza del problema si faccia carico di
informare gli altri e si attivi affinchè le persone non cadano in
uno stato di prostrazione, ma gli faccia sapere che una soluzione
praticabile subito c’è e si metta in moto quella energia che porterà
a quello scatto di reni che la nostra gente e le nostre imprese
sanno fare nei momenti difficili come questo.
Non aspettiamoci
aiuti dalle istituzioni che sono parte integrante delle cause che
hanno determinato questa situazione, questa volta possiamo contare
solo sulle nostre forze, quindi…non perdiamo altro tempo prezioso e
mettiamoci AL LAVORO!
That’s all folks |