Gli speculatori finanziari prendono di mira i beni
alimentari
Tratto
da Movisol
www.movisol.org/07news130.htm
|
22 agosto 2007 (MoviSol)
- I prezzi delle materie prime alimentari stanno crescendo
rapidamente, anche a causa dei consigli dati da Goldman Sachs e
altri speculatori, ad investire nei beni di origine agricola,
zucchero, mais, grano e caffé.
Quali sono le
cause dell'iperinflazione globale delle risorse alimentari?
Perché dunque,
c'è iperinflazione?
1) la
responsabilità sarebbe della Cina, perché intenta a sottrarre dai
mercati internazionali tutto il cibo disponibile, sia in termini di
volumi, sia in termini di tipologie ("nuove" per i consumatori
cinesi, abituali per noi: yogurt, e altri prodotti caseari);
2) la
speculazione sul bioetanolo starebbe sottraendo dal mercato
alimentare tutto il mais prodotto.
Tuttavia, anche
se l'ordine "biasimate
a) Le riserve di
grano a livello mondiale sono in constante declino da molti anni, da
prima che prendesse piede l'idiozia dei biocarburanti. Le riserve di
riso sono al loro minimo, considerando un periodo iniziato negli
anni '70. Subendo i trattati GATT/OMC, le nazioni sono state
costrette a porre fine alle loro politiche di accumulo delle riserve
di frumento, per affidarsi invece ai "mercati mondiali".
b) I produttori
di latte e latticini sono stati posti, progressivamente e in numero
crescente, in condizioni di non poter più lavorare, osservando un
incremento dei costi di produzione e un abbassamento dei prezzi
imposti al loro latte fresco. In Francia, per esempio, a fronte di
3,8 milioni capi gestiti da circa 100000 allevatori, circa 5000
addetti ogni anno abbandonano l'attività, alla ricerca di lavori
pagati meglio e meno pesanti. Al contempo, in giro per il mondo sono
stati costruiti allevamenti e fattorie che ospitano lavoratori in
condizioni di quasi schiavitù: Haiti e lo stato dell'Hidao sono due
esempi di regioni selezionate per costituire la "fornitura globale"
di cibo.
Il 12 marzo 2007
il senatore democratico Patrick Leahy del Vermont ha presieduto
un'audizione concernente una "rete di sicurezza" per gli addetti al
settore latticino-caseario, facendo notare che le fattorie non
potranno sopravvivere a meno di prezzi equi per il latte da esse
prodotte. Egli ha constatato che i costi sempre al rialzo dei
carburanti e dei mangimi sono cause di fallimento di numerose
attività.
c) Le
multinazionali del cibo ADM, Cargill, Bunge, Kraft, ecc. stanno
ricavando enormi profitti. Oltre che dall'impostura dei
biocarburanti, i profitti derivano dalla speculazione sui passaggi
commerciali. Di un dollaro pagato dal consumatore finale, il
produttore vede poco e niente. Una pagnotta che al banco del forno
costa due euro, contiene 6 centesimi di frumento. Se un tempo un
allevatore riceveva il 60%-70% del prezzo pagato dal consumatore
finale per il latte acquistato, ora riceve il 30%, e mentre
scriviamo questa percentuale sta calando ulteriormente. d) Un clima avverso, a fronte di un'agricoltura messa alle strette, significa carestia. In Australia la siccità quest'anno ha causato un calo di un miliardo di litri di latte. A livello mondiale, dei 620 miliardi di litri prodotti, soltanto il 7% è esportato, e la crescita dei prezzi è stata spettacolare: l'anno scorso il prezzo del latte in polvere è cresciuto dell'80%, mentre il burro industriale del 50% |
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