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Finalmente una
speranza di Class Action si apre anche in Italia. Anzi, con
l'emendamento Bordon rischia di chiudersi definitivamente in Italia.
Che cosa significa il termine Class Action: significa permettere ai
cittadini di poter avviare cause collettive nel caso di danni
ricevuti da prodotti industriali, da eventi ambientali e da truffe
finaziarie. Finalmente anche in Italia si apre lo spazio per i
ricorsi collettivi, con un unico processo per tutti i cittadini
coinvolti.
Cos’e’ la Class Action – aspetti
positivi
Potremo attivare una class action per chiedere il risarcimento in
caso di:
·
danni da
prodotti difettosi,
·
danni da
fumo,
·
danni da
medicinali,
·
danni da
abuso di posizione dominante,
·
truffe
finanziarie.
I consumatori
potranno chiedere finalmente risarcimenti alle grandi aziende. È la
class action, terrore delle industrie americane , che dalla fine
degli anni Sessanta sborsano cifre milionarie per pagare i danni a
cittadini inferociti.
Storia della
class action
La
prima multinazionale messa sotto accusa fu proprio la General Motors
, simbolo dell’industria statunitense, denunciata per
l’inaffidabilità e l’insicurezza di un modello di auto che aveva
prodotto. Era il 1965.
In Italia, il primo tentativo di inserire nel nostro ordinamento
l’azione risarcitoria collettiva, risale solo al 2001. Ma da allora
le associazioni di consumatori conducono una battaglia asprissima
perché anche da noi sia possibile far valere i diritti di chi compra
e usa i prodotti. Con la class action, il consumatore diventa parte
civile, e con lui l’intera collettività: la causa, quindi, non è più
quella del singolo contro un gigante, ma quella di una comunità
contro un’azienda. Chissà che ne penserebbero Parmalat,
Cirio, piuttosto che la banca popolare di Lodi, Nextra-Intesa,
Unicredit-Capitalia di quest’asso nella manica dei cittadini
consumatori.
La class action
illiberale di Tex Willer
Questo anche se l’emendamento proposto da “Tex Willer” Bordon
e da Roberto Manzione e’ difficilmente applicabile e presenta
numerosi e pesanti limiti. Dopo una enunciazione di principi
degenera in un regolamento applicativo assolutamente limitativo dei
diritti dei cittadini.
Si tratta di un modello fortemente limitativo e praticamente
inutile, cosa ben diversa da quella americana, che fa tremare le
grandi holding, le multinazionali, i cartelli e i poteri forti,
grazie a un potere che è realmente dato in mano al consumatore e al
cittadino. Ogni cittadino è legittimato a promuovere una class
action, la cui regolarità deve essere vagliata e approvata
dall’autorità giudiziaria che nomina un curatore. Non ci sono
limitazioni riguardo alle tipologie di risarcimenti che saranno
oggetto della class action.
La proposta
Bordon-Manzione, purtroppo approvata in finanziaria, e’ altra cosa.
La solita legge pasticcio all’italiana. Rispetto al modello
statunitense limita fortemente il campo d’azione e il numero dei
soggetti cui è data facoltà di intentare un’azione risarcitoria
collettiva (class action).
I due eroici senatori, complici Dini e Mastella, hanno
imposto la collocazione giuridica nel Codice del Consumo. Questa
limitazione e’ fondamentale, in quanto permette la class action solo
nel campo degli illeciti contrattuali, per cui ogni altro illecito
di natura non contrattuale, che lede i diritti o arrechi dei danni a
una pluralità di soggetti, non potrà essere materia di una simile
procedura. Facciamo un esempio: se una centrale elettrica,
un’industria o un inceneritore inquinando provocano malattie diffuse
alla popolazione, tra cui silicosi e cancro, non potranno essere
perseguite mediante class action, ma solo mediante azioni
individuali che si sommeranno rallentando il corso della giustizia.
Solo le
associazioni dei consumatori che fanno parte del Consiglio Nazionale
dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), organo dello Stato, che fa
capo al Ministero delle Attività Produttive, formato da 16
associazioni consumeristiche generaliste, potranno promuovere la
class action. Si vede bene quindi che si assiste a una vera e
propria delegittimazione e discriminazione nei confronti di tutti
gli altri soggetti che potrebbero avere legittimo interesse a
promuovere un’azione risarcitoria, tanto che su questo procedimento
parecchi sono i dubbi riguardo la correttezza costituzionale.
La class action di Bordon e Manzione poi si comporta come un Robin
Hood al contrario, infatti giunge ad un paradosso incredibile: la
vittoria di un’azione risarcitoria non comporterà automaticamente il
risarcimento delle parti danneggiate, ma richiede che ciascun
cittadino, sulla base della sentenza collettiva, possa decidere se
aprire autonomamente delle singole cause per ottenere il
risarcimento. Ecco una nuova allucinante lungaggine… nuove parcelle
ad avvocati e nuove spese legali. Un aborto giuridico di questo tipo
e’ degno della repubblica delle banane.
Governo e
opposizione complici dell’ennesimo pateracchio
Il
governo Mortadella, cioè il governo dei mille compromessi e degli
equilibrismi puri, ha compiuto l’ennesimo aborto giuridico, complice
anche l’opposizione, che ha votato contro o si e’ astenuta, non per
sostenere un modello di class-action veramente liberale, ma per
negarne anche il cenotafio, ovvero seppellendola completamente.
Troppo comodo
per il signor Berlusconi dichiararsi a parole liberale,
quando ogni sua azione va in direzione contraria, come in questo
caso in cui ha guidato l’opposizione ad affossare con i denti anche
questo primo, seppur sterile tentativo. Come scrive nel suo blog
Stefano Pedica, deputato dell’Italia dei Valori, “Il Premier
e il ministro Bersani, che ha anche presentato in proposito una PdL,
hanno chiaramente già deciso che la class action si farà
all’italiana, con buona pace delle procedure e del dibattito
parlamentare, ma soprattutto delle legittime aspettative dei
cittadini. Ora, devo denunciare, naturalmente, non solo il fatto di
vederla diversamente dal governo sull’introduzione della class
action in Italia, anche se in questo ritengo di stare dalla parte
degli interessi del cittadino, ma anche e soprattutto il modo col
quale sull’intera faccenda, e in misura ancora maggiore sul modello
americano, è stato imposto il più assoluto silenzio. Per cui il
cittadino non dovrà sapere, fino al fatto compiuto, che gli si sta
tentando di rifilare una legge che sarà da lui scarsamente
utilizzata, preferita, per ossequio ai poteri forti, ad altre
proposte che realmente possono far valere diritti finora ignorati, e
mi riferisco per esempio ai comitati delle vittime di disastri o
attentati, ai risarcimenti per le vittime di contenziosi con la
pubblica amministrazione o con gli enti locali, alle vittime di vere
e proprie truffe finanziarie come i tango bond, Cirio o Parmalat,
alle vittime di reati contro l’ambiente, alle vittime di violazioni
contrattuali da parte di colossi della finanza e del mercato.”
Il commento di
Confindustria
L’organo di stampa di Confindustria, il sole 24 ore si scaglia con
violenza inaudita con questo provvedimento. Sembra l’ennesima
operazione concordata tra i membri della casta, l’ennesima
dichiarazione formale di fronte ad un testo inutile e dannoso:
“Il testo
approvato dal Senato sulla class action è un atto grave di ostilità
all'impresa e sarà un disincentivo nell'attrazione di capitali
stranieri. «È un provvedimento rozzo - dice un comunicato
di Confindustria - che espone le aziende italiane e i loro
lavoratori a gravi rischi. E i benefici per i consumatori saranno
sostanzialmente risibili». Un testo definito «rudimentale», che
metterà le imprese nelle condizioni di subire ricatti di ogni tipo,
che presenta chiari profili di incostituzionalità, perché legittima
associazioni ad agire per conto di singoli senza averne il diritto.
La Costituzione
prevede infatti la sola titolarità del singolo ad agire se
danneggiato. «Si consente la possibilità di agire come soggetto
collettivo ad associazioni da individuare - scrive Confindustria
- senza stabilire alcun parametro in termini di
rappresentatività. E contrariamente agli ordinamenti di altri paesi
non si definisce la platea nei cui confronti l'eventuale
provvedimento del giudice produrrà effetti». Azioni che, anche
se basate sul nulla, potrebbero portare, in caso di società quotate,
a turbative di mercato con conseguenze pesanti a danno dei
risparmiatori e dei piccoli azionisti. Un «capolavoro negativo»,
dunque, che renderà ancora più complicata e difficile la vita a
migliaia di piccole, medie e grandi imprese. «È grave -
chiude il comunicato - che la maggioranza di governo abbia
anteposto logiche di puro equilibrio parlamentare alle ragioni del
mondo produttivo accogliendo una proposta improvvisata ed
estemporanea che nulla c'entra con la legge finanziaria. Con una
fretta sospetta, evitando qualsiasi dibattito e qualsiasi confronto,
si è voluto approvare un provvedimento che rappresenta una pesante
minaccia per gli unici soggetti che possono assicurare la crescita
economica».
La casta
unita per affossare definitivamente una possibilità per i cittadini
Gli oligarchi riuniti, adesso faranno finta di scontrarsi, di
discutere sulla costituzionalità o meno della class-action.
Cercheranno di farci credere che si tratti di un provvedimento vero,
che tuteli veramente qualcuno, ma oscureranno tutti i limiti, che di
fatto ne impediscono l’esercizio.
Siamo in Italia, basta parlare di una cosa, basta appropriarsi di un
nome, per fare credere al popolo meno educato alla democrazia
governante del mondo di avere fatto qualcosa. Il tam-tam dei
giornali di regime farà il resto: cioè riuscirà a far credere alla
casalinga di Voghera che potrà essere risarcita se il robot da
cucina funziona male… Ma non spiegherà che per ottenere anche un
solo euro occorreranno vent’anni e tante spese legali.
Finalmente
sappiamo quali sono le associazioni consumatori legate alla CASTA
Per
fortuna ora, dopo le dichiarazioni delle diverse associazioni
consumatori, i cittadini avranno il modo di scegliere a chi
rivolgersi per l’assistenza legale.
Per la maggior parte delle associazioni dei consumatori si tratta di
una "vittoria dei cittadini". Uniche voce fuori dal coro sono quelle
dell'Aduc e del Codacons secondo le quali, invece, la norma
approvata produrrà "effetti contrari a quelli sperati".
"Siamo molto
soddisfatti del voto al Senato a favore della class action -
commenta il Presidente dell'Adoc Carlo Pileri - dopo anni
di battaglie finalmente il consumatore italiano potrà avere a sua
disposizione un ulteriore e fondamentale strumento di tutela per far
valere i suoi diritti e per ottenere un comportamento più corretto
da parte di imprese spesso troppo spregiudicate verso i consumatori".
Positivo anche il commento del Movimento consumatori e Movimento
difesa del cittadino che definiscono l'approvazione "una
conquista non solo per i consumatori, ma per il mercato e per uno
sviluppo economico equilibrato del Paese. E' una svolta decisiva
verso una migliore tutela dei diritti dei consumatori e anche uno
stimolo per le aziende ad operare nell'offerta di beni e servizi
senza clausole vessatorie, senza pubblicità ingannevoli e
all'insegna della qualità e della trasparenza". Sulla stessa
linea anche Confconsumatori che definisce l'ok del Senato "una
gran bella notizia per i consumatori. Ci auguriamo che
la Camera possa velocemente approvare a sua volta
l'introduzione di questo importantissimo strumento". Per
Paolo Landi dell'Adiconsum, "l'approvazione in Finanziaria è
un fatto storico. Non solo i consumatori saranno più tutelati, ma
anche le imprese che operano correttamente nel mercato". Secondo
Elio Lannutti di Adusbef e Rosario Trefiletti di
Federconsumatori, "la class action tutela le imprese più serie
modernizzando un paese di troppi furbetti, che sguazzano nelle
truffe e nei raggiri a danno del mercato e dei consumatori".
Questa norma, aggiungono le due associazioni in una nota, è "una
sconfitta per Confindustria, banche ed altre lobby che invece di
difendere l'illegalità avrebbero fatto bene ad appoggiare strumenti
di modernizzazione utili a competizione e al mercato".
Sconfitta, si ma
di Pirro viene da dire.
Ma
anche quelle più libere, come ADUC e Codacons
Qualche altra associazione e una buona fetta del movimento Beppe
Grillo la pensa in modo diverso.
Di segno opposto le dichiarazioni di Codacons e Aduc.
Codacons afferma: "purtroppo l'Italia avrà la class action
all'italiana, ossia una schifezza. Ben lungi dall'essere un'azione
collettiva dei consumatori simile a quella americana, il Senato ha
approvato un pastrocchio. Non c'è danno punitivo ed i consumatori
potranno avere un risarcimento solo se giovani, visto che dovranno
aspettare almeno 20 anni prima di poter avere una liquidazione dei
danni. Almeno 3, infatti, i giudizi, con almeno 3 gradi l'uno, per
un totale di 9 processi".
Giudizio
negativo anche per l'Aduc che sottolinea: "con questo voto
vengono favorite delle corporazioni che avranno il monopolio
dell'azione giudiziaria a dispregio dell'uguaglianza di tutti i
cittadini di fronte alla legge".
Su questa questione manca solo la voce di Beppe Grillo. Non
avrà le mani in pasta anche lui con qualche lobby consumeristica?
Speriamo di sentirlo presto, come ha fatto su altre questioni.
Sviare l’attenzione sul suo scontro con Mastella non mi sembra
opportuno, almeno in questo momento.
Michele
Trancossi / Università di Modena e Reggio Emilia
www.micheletrancossi.net |