Cibi transgenici, nuovo allarme: "Gli ogm si trasmettono all'uomo"
Di Antonio Cianciullo - La Repubblica del 18 Luglio 2002

Il DNA modificato dei cibi transgenici può essere acquisito dai batteri che popolano il nostro intestino. La denuncia viene dai Verdi che ieri hanno rilanciato in Italia i risultati di un'indagine condotta dall'Università di Newcastle e pubblicata dal quotidiano "Guardian". Secondo Michael Antonio, genetista molecolare della King's College Medical School, si tratta di un risultato importante: "Dimostra che i batteri intestinali possono assumere Dna modificato delle piante. Tutti dicevano che era impossibile". Secondo la Food Standard Agency, le probabilità che il Dna contenuto nei cibi ogm si trasmetta ai batteri intestinali sono però estremamente basse.
La ricerca è stata condotta su un gruppo di pazienti che avevano subito un'operazione di sostituzione di una parte dell'intestino con un contenitore artificiale. Lo studio ha dimostrato che con una certa frequenza gli elementi transgenici superano la prima fase di digestione e vengono eliminati solo con il passaggio nel colon: "Una proporzione relativamente alta di Dna geneticamente modificato è sopravvissuta nella parte superiore dello stomaco".
Dunque possono essere trasferiti pure i geni che codificano la resistenza agli antibiotici", afferma Gianni Tamino, docente di biologia ed ex deputato verde. "Anche se l'evento è poco probabile dobbiamo moltiplicare questa probabilità per i miliardi di batteri che circolano nel nostro intestino e per i milioni di persone che assumono ogm. E una volta che un batterio è diventato resistente può trasferire questa proprietà ai batteri patogeni rendendo il soggetto immune agli antibiotici. Questi batteri modificati, inoltre, possono passare da un essere umano all'altro".
"L'esperimento è stato condotto in modo artificioso su soggetti in condizioni non naturali", obietta Giorgio Poli, preside della facoltà di medicina veterinaria all'università di Milano. "Ammesso e non concesso che il Dna venga assunto dal batterio senza modifiche, resta comunque inattivo perché il batterio lo considera un elemento estraneo. E in ogni caso nel nostro corpo esistono milioni di batteri resistenti agli antibiotici per un processo di mutazione naturale. Aggiungerne un altro sarebbe come aggiungere una goccia al mare".

 

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