Cancro: un crepuscolo degli dei
Tratto da libro: "Il
Tradimento della Medicina" di Alberto Mondini
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Come è nata
questa strana pratica di somministrare terribili sostanze ai
pazienti per guarirli, la chemioterapia? Essa si basa sul fatto che
le cellule cancerose sono più deboli di quelle sane, pertanto, sotto
l'azione di veleni o di radiazioni ionizzanti, sono le prime a
morire. Questa constatazione porta però a una delle pratiche più
insensate della storia della medicina: avvelenare ed irradiare il
paziente per guarirlo! Anche la persona meno informata, riesce a
comprendere che guarigione significa miglioramento della salute.
Nessuna persona sana di mente penserebbe che l'inquinamento, gli
esperimenti atomici o l'incidente di Chernobyl siano i
provvidenziali vantaggi dei nostri tempi per mantenerci sani.
Prima di tutto
bisogna sapere cosa si intende in medicina per paziente guarito di
cancro. Poiché effettive guarigioni non ne ottengono mai,
definiscono guarito colui che sopravvive almeno cinque anni dal
giorno della diagnosi, anche se muore cinque anni e un giorno dopo,
anche se alla fine del quinto anno ha un cancro grande come una
zucca che gli sta straziando il corpo. Credo che veramente poche
persone conoscano questo dato. Non è che venga tenuto segreto; ma,
per darvi un'idea, io per televisione in tanti anni l'ho sentito
spiegare solo un paio di volte e solo di sfuggita. Ricordatevi che
cambiare il significato alle parole è un mezzo importante per
confondere e dominare. Questo dato pertanto è fondamentale, è una
chiave per capire veramente tutti i discorsi che fanno gli oncologi
quando parlano di "guarigione".
Ma perfino
questi dati sono troppo ottimistici! Un lavoro scientifico
pubblicato nel 2004, prende in esame dieci anni di statistiche
mediche australiane e americane (gennaio 1994-gennaio 2004) sui
risultati della chemio nella cura del cancro. I risultati, usciti
dallo spoglio di un campione immenso e più che rappresentativo di
circa 227.800 casi di tumore, sono catastrofici: in media, solo il
2% dei pazienti sottoposti alla chemio risulta essere ancora vivo
dopo 5 anni dall'inizio del trattamento "terapeutico".
Il Prof. Luigi
Di Bella qualche anno fa avvertì che "se una persona viene
dimessa dall'ospedale, si dice che è in remissione. Quando ritorna
viene curata e viene dimessa un'altra volta. Se ogni dimissione
viene considerata come un dato positivo, i conti aumentano. E
siccome non si può morire più di una volta, se un individuo è stato
dimesso 9 volte ed è morto una volta sola si avrà un 90% di
guarigione e il 10% di mortalità. La fortuna dei medici è che si
muore una volta sola".
Uno studio
condotto da quattro ricercatori inglesi, pubblicato su una delle
riviste mediche più autorevoli del mondo, The Lancet del 13-12-1975,
e che riguarda 188 pazienti affetti da carcinoma inoperabile ai
bronchi. La vita media di quelli trattati con chemioterapia completa
fu di 75 giorni, mentre quelli che non ricevettero alcun trattamento
ebbero una sopravvivenza media di 220 giorni.
Riunione del
settembre 1994 del President's Cancer Panel: "Tutto sommato, i
resoconti sui grandi successi contro il cancro, devono essere messi
a confronto con questi dati" aveva detto Baílar, indicando un
semplice grafico che mostrava un netto e continuo aumento della
mortalità per cancro negli Stati Uniti dal 1950 al 1990. "Torno a
concludere, come feci sette anni fa, che i nostri vent'anni di
guerra al cancro sono stati un fallimento su tutta la linea".
Chi è questo personaggio che esprime idee così eretiche, un
naturopata? un ciarlatano, come è stato definito Di Bella? Un
guaritore che approfitta dei poveri malati? Uno che non conosce le
percentuali di guarigione? Risulta difficile definire ciarlatano o
incompetente, John C. Bailar III, insigne professore alla Mc Gill
University, uno dei più famosi esperti di epidemiologia e
biostatistica. Non parlava del resto ad una platea di sprovveduti;
il President's Cancer Panel è nato in conseguenza del National
Cancer Act, un programma di lotta contro il cancro, firmato dal
presidente americano Richard Nixon il 23 dicembre 1971 e per cui si
sono spesi fino al 1994 ben 25 miliardi di dollari. I dati relativi
alla situazione della lotta al cancro vengono forniti direttamente
al Presidente degli Stati Uniti. La conclusione principale di Bailar,
con cui IMI (National Cancer Institute) concorda, è che la mortalità
per cancro negli Stati Uniti è aumentata del 7% dal 1975 al 1990.
Come tutte quelle citate da Bailar, questa cifra è stata corretta
per compensare il cambiamento nelle dimensioni e nella composizione
della popolazione rispetto all'età, cosicché l'aumento non può
essere attribuito al fatto che si muore meno frequentemente per
altre malattie. I dati "grezzi" sono ancora più pesanti.
Esaminiamo altri
dati e altre falsificazioni. A fronte di un'efficacia nulla della chemioterapia e degli altri trattamenti, ben testimoniata dai risultati, vi è la terribile tossicità delle sostanze usate, tanto è vero che le autorità sanitarie hanno dovuto prendere drastici provvedimenti per salvaguardare la salute dei lavoratori addetti alla manipolazione e somministrazione di questi cosiddetti farmaci (medici, infermieri e farmacisti). Poiché la lista degli effetti collaterali è molto lunga, mi limito a darvi alcune delle caratteristiche tossicologiche in generale e di un paio di sostanze specifiche, prendendole da una pubblicazione dell'Istituto Superiore della Sanità.
Chemio in
generale.
Antraciclinici: "Stomatite, alopecia e disturbi gastrointestinali sono comuni ma reversibili. La cardiomiopatia, un effetto collaterale caratteristico di questa classe di chemioterapici, può essere acuta (raramente grave) o cronica (mortalità nel 50 % dei casi). Tutti gli antraciclinici sono potenzialmente mutageni e cancerogeni” .
Procarbazina:
"E’ cancerogena, mutagena e teratogena (malformazioni nei
figli, N.d.A.) e il suo impiego è associato a un rischio del 5-10 %
di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti trattati anche con
terapia radiante'
Qual è la
castroneria che sta alla base di questa orribile situazione?
Nonostante nel corso dei decenni ci siano sempre stati molti pareri
contrari, tutta l'oncologia oggi si basa su un'ipotesi (badate bene
' solo un'ipotesi), che non è mai stata dimostrata. Secondo questa
tesi, il cancro si origina da una cellula che, per un danno
genetico, comincia a proliferare all'impazzata. Senza a stare ad
esaminare quanto sia attendibile da un punto di vista scientifico
questa teoria, limitiamoci a riflettere sui risultati ottenuti su
questa base negli ultimi 60 anni: zero. Nonostante il totale
fallimento di questa teoria, nessuna voce contraria ha alcuna
possibilità di essere ascoltata. Perfino la medicina non
convenzionale ne è stata contagiata e, nonostante i suoi risultati
sicuramente migliori, non ha trovato il bandolo della matassa. |
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