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Infezione da
Papillomavirus
Da gennaio del
2008 le bambine nate nel 1996, che compiranno entro i dodici mesi
successivi il dodicesimo anno di età, potranno sottoporsi alla
vaccinazione contro il papillomavirus (HPV).
La vaccinazione anti HPV sarà consigliata, ma non obbligatoria, per
tutte le donne di età compresa tra i 12 e i 25 anni, ma in questa
prima campagna la gratuità del vaccino sarà garantita soltanto alle
bambine di dodici anni: 280 mila ragazze.
Le donne che hanno un’età compresa tra i 13 e i 25 anni potranno
ricorrere alla vaccinazione individuale: il vaccino può essere
acquistato in farmacia a proprie spese.
Vaccinazione
contro il papillomavirus:
i benefici ed i
rischi non sono ancora completamente noti
Secondo l’Harvard
Women’s Health Watch, benchè il vaccino contro il papillomavirus
umano (HPV) rappresenti una grande scoperta medica, è necessario
essere cauti nel suo impiego, perchè i benefici ed i rischi non sono
ancora completamente noti.
E’ stato dimostrato che Gardasil, il nuovo vaccino, è in grado di
proteggere contro 4 tipi di papillomavirus, considerati essere la
causa, in un’alta percentuale dei casi, del tumori del collo
dell’utero e dei condilomi genitali.
Non esistono ad
oggi studi pubblicati che dimostino che il vaccino sia in grado di
offrire una protezione per un’altra dozzina di sierotipi di HPV,
associati al tumore della cervice. Inoltre il vaccino anti-PHV non è
terapeutico, cioè non è in grado di fornire protezione nelle donne
già infettate con il virus.
Le donne, anche
dopo la vaccinazione, continueranno ad essere esposte ad un certo
rischio di insorgenza di tumore.
Pertanto, è importante che continuino a sottoporsi regolarmente al
PAP test e a prendere precauzioni contro le malattie sessualmente
trasmesse.
Il vaccino contro il papillomavirus umano rappresenta una conquista
medica che potrebbe in futuro salvare migliaia di vite ogni anno nel
mondo, ma non è la soluzione perfetta al problema cancro della
cervice. Ci sono ancora domande aperte circa la sicurezza del
vaccino e la sua efficacia oltre i 5 anni, specialmente per le
ragazze di 11 e 12 anni, individuate come gruppo target per la
vaccinazione da parte delle Autorità sanitarie.
In conclusione
si può affermare che il nuovo vaccino contro il papillomavirus umano
sembra avere grandi potenzialità, ma considerate le molte domande
ancora senza risposta circa la sua efficacia e la sua sicurezza, l’Harvard
Women’s Health Watch suggerisce che la vaccinazione dovrebbe
rappresentare una scelta individuale.
Fonte: Harvard
Women’s Health Watch, 2007
Vaccinazione
anti-HPV - Il caso Gardasil: necessità o interesse?
Il New York Times ha dedicato un articolo al caso Gardasil, il
vaccino antipapillomavirus che dovrebbe essere somministrato alle
adolescenti con l’obiettivo di prevenire le infezioni da virus HPV,
alcune delle quali sarebbero associate a sviluppo di tumore della
cervice uterina.
La società produttrice di Gardasil, Merck & Co, sostiene la tesi che
è necessario effettuare il più rapidamente possibile la vaccinazione
per debellare la malattia.
Le associazioni dei consumatori sostengono che la vaccinazione non è
necessaria, perché l’incidenza di carcinoma alla cervice è bassa.
Negli USA, su una popolazione superiore ai 250 milioni di abitanti,
i nuovi casi di tumore alla cervice sarebbero 9.710 e 3.700 le donne
che muoiono, ogni anno (dati FDA).
In Italia, ogni anno, si contano 3.500 nuovi casi di carcinoma con
circa 1.000 morti (dati ISS).
L’obiettivo che
si prefigge Merck è quello di indurre i legislatori a rendere
obbligatoria la vaccinazione, in modo da vendere quantità più
elevate di vaccino.
La mancata obbligatorietà avrebbe come conseguenza un numero
decisamente più basso di vaccinazioni e minori guadagni.
Per raggiungere il proprio scopo, Merck & Co sta esercitando una
forte azione di lobby. Merck ha finanziato in modo particolare
l’associazione Women in Government, che raccoglie le donne
legislatrici in modo bipartisan.
Negli ultimi 2
anni, Women Government ha tenuto cene e conferenze per tutti gli
Stati Uniti promuovendo la lotta contro il tumore della cervice
uterina.
Contro la vaccinazione anti-HPV, si sono schierati gli attivisti
contrari all’impiego del vaccino, gruppi religiosi e associazioni
dei consumatori.
Gli attivisti anti-vaccino sostengono che la sicurezza del vaccino
nel lungo periodo non è stata dimostrata, così come non è noto per
quanto tempo il vaccino conferisce immunità contro i tipi virali per
i quali il vaccino è stato realizzato.
I gruppi
religiosi temono che, essendo l’infezione da HPV una malattia
sessualmente trasmessa, l’uso del vaccino possa favorire l’attività
sessuale delle ragazze.
La protesta dell’associazione dei consumatori è rivolta soprattutto
sull’obbligatorietà della vaccinazione.
Un altro argomento di discussione è il costo del vaccino Gardasil
che negli Stati Uniti, costa 360 dollari per 3 iniezioni.
Secondo gli analisti, il mercato dell’infezione da HPV potrebbe
produrre ricavi per 5 miliardi di dollari/anno, e Merck è in pole
position.
Gli enormi interessi economici che stanno alla base della
vaccinazione anti-HPV potrebbero spiegare il pressing di Merck sui
politici per l’obbligatorietà della vaccinazione.
Sulla
propensione di alcuni politici a rendere obbligatoria la
vaccinazione anti-HPV, alcune persone ritengono che la concessione
dell’obbligatorietà sarebbe un modo per risarcire Merck dalla
perdita del Vioxx, il farmaco antinfiammatorio ritirato nel 2004
perché causa di gravi eventi avversi cardiovascolari.
Il vaccino, per esercitare la propria attività protettiva, deve
essere somministrato a ragazze che non hanno avuto rapporti
sessuali.
L’infezione da
HPV è molto frequente nella popolazione con una stima di oltre il
75% delle donne sessualmente attive infettate dal virus HPV nel
corso della vita.
La storia naturale dell’infezione è condizionata dall’equilibrio che
si instaura tra ospite e virus HPV con tre possibili evoluzioni:
regressione, persistenza e progressione.
La maggior parte delle infezioni da papillomavirus (70-90%) è
transitoria.
La persistenza dell’infezione virale è una condizione per
l’evoluzione verso il tumore.
L’insorgenza del
tumore è anche favorita dal particolare tipo di virus HPV (i tipi 16
e 18 sono oncogenici), dall’alto numero di partner sessuali, dal
fumo di sigaretta e dalla coinfezione con altre malattie infettive
sessualmente trasmesse.
Di norma, il tempo che intercorre tra l’infezione da HPV e lo
sviluppo di lesioni precancerose è di 5 anni, mentre lo sviluppo del
tumore può richiedere decenni.
Il Pap-test è in grado di individuare le lesioni e di prevenire il
tumore.
Fonte: 1) The
New York Times, 2007; 2) EpiCentro ISS, 2007
Gardasil,
vaccino anti papillomavirus
Informazioni
cliniche
Indicazioni terapeutiche
Gardasil è un vaccino per la prevenzione della displasia di
alto grado del collo dell’utero (CIN 2/3), del carcinoma del collo
dell’utero, delle lesioni displastiche di alto grado della vulva
(VIN 2/3) e delle lesioni genitali esterne (condilomi acuminati)
causate dal Papillomavirus Umano (HPV) tipi 6, 11, 16 e 18.
L’indicazione è basata sulla dimostrazione di efficacia di Gardasil
in donne adulte di età compresa tra 16 e 26 anni e sulla
dimostrazione dell’immunogenicità di Gardasil in bambini ed
adolescenti di età compresa tra 9 e 15 anni.
L’efficacia protettiva non è stata valutata nei maschi.
Posologia e
modo di somministrazione
La vaccinazione primaria consiste di 3 dosi distinte da 0,5 ml,
somministrate in accordo con la seguente schedula: 0, 2, 6 mesi.
Ove sia necessaria una schedula vaccinale alternativa, la seconda
dose deve essere somministrata almeno 1 mese dopo la prima dose, e
la terza dose almeno 3 mesi dopo la seconda dose. Tutte e tre le
dosi devono essere somministrate entro il periodo di 1 anno.
Non è stata stabilita la necessità di una dose di richiamo.
Gardasil non è
raccomandato per l’impiego nei bambini di età inferiore ai 9 anni,
poiché i dati di immunogenicità, sicurezza ed efficacia in questa
fascia di età non sono sufficienti.
Il vaccino deve essere somministrato per iniezione intramuscolare.
Il sito preferito è la regione deltoidea del braccio o l’area
anterolaterale superiore della coscia.
Gardasil non deve essere iniettato per via intravascolare. Le
somministrazioni per via sottocutanea e intradermica non sono state
studiate e, pertanto, non sono raccomandate.
Controindicazioni
Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli
eccipienti. Gli individui che sviluppano sintomi indicativi di
ipersensibilità dopo aver ricevuto una dose di Gardasil non devono
ricevere dosi ulteriori di Gardasil.
La somministrazione di Gardasil deve essere rimandata nei soggetti
affetti da malattie febbrili gravi in fase acuta.
Tuttavia la presenza di un’infezione minore, come una lieve
infezione del tratto respiratorio superiore o un lieve rialzo
febbrile, non rappresenta una controindicazione all’immunizzazione.
Avvertenze speciali e precauzioni di impiego
Come per tutti i vaccini iniettabili, un adeguato
trattamento medico deve essere sempre prontamente disponibile in
caso di una rara reazione anafilattica a seguito della
somministrazione del vaccino. Come con qualsiasi altro vaccino, la
vaccinazione con Gardasil potrebbe non assicurare la protezione di
tutti i soggetti vaccinati.
Gardasil proteggerà soltanto contro le patologie causate da HPV tipi
6, 11,16 e 18. Pertanto, devono continuare ad essere seguite
precauzioni appropriate contro le malattie sessualmente trasmesse.
Gardasil non ha
mostrato di avere effetto terapeutico. Il vaccino non è pertanto
indicato per il trattamento del carcinoma del collo dell’utero,
delle lesioni displastiche di alto grado del collo dell’utero, della
vulva e della vagina o dei condilomi genitali. Il vaccino non è
altresì indicato per prevenire la progressione di altre lesioni già
esistenti correlate con il papillomavirus umano.
La vaccinazione non sostituisce l’abituale screening del collo
dell’utero. Poiché nessun vaccino è al 100% efficace e poiché
Gardasil non protegge contro i tipi HPV non contenuti nel vaccino o
contro infezioni preesistenti da HPV, l’abituale screening del collo
dell’utero mantiene importanza critica e deve essere effettuato in
accordo con le raccomandazioni locali.
Non vi sono dati disponibili riguardo all’impiego di Gardasil nei
soggetti con una risposta immunitaria ridotta.
I soggetti con
una risposta immunitaria ridotta, dovuta all’impiego di una forte
terapia immunosoppressiva, ad un difetto genetico, ad infezione da
virus dell’immunodeficienza umana (HIV), o ad altre cause, possono
non rispondere al vaccino.
Gardasil deve essere somministrato con cautela nei soggetti affetti
da trombocitopenia o da ogni altro disturbo della coagulazione
poichè in questi soggetti può verificarsi un sanguinamento a seguito
della somministrazione per via intramuscolare. La durata della
protezione conferita non è attualmente nota. Un’efficacia protettiva
prolungata è stata osservata per un periodo di 4 anni e mezzo dopo
il completamento del ciclo di 3 dosi. Sono in corso studi di
follow-up a più lungo termine.
Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione
In tutti gli studi clinici sono stati esclusi soggetti che
avevano ricevuto immunoglobuline o prodotti derivati dal sangue
umano nei 6 mesi precedenti la prima dose di vaccino.
Uso con
altri vaccini
La somministrazione concomitante (in siti diversi di
iniezione per i vaccini iniettabili) di Gardasil con il vaccino
dell’epatite B (ricombinante) non interferisce con la risposta
immunitaria ai tipi di HPV. La risposta al vaccino dell’epatite B è
stata in qualche misura ridotta per quanto concerne le medie
geometriche dei titoli anticorpali (GMTs). Il significato clinico di
questa osservazione non è stato stabilito. I tassi di
sieroprotezione (proporzione di soggetti che raggiungono un livello
sieroprotettivo anti-HBs maggiore o uguale a 10 mUI/ml) non hanno
subito modifiche (96,5% per la vaccinazione concomitante e 97,5% per
il vaccino dell’epatite B somministrato da solo).
La somministrazione concomitante di Gardasil con altri vaccini,
diversi da quello dell’epatite B (ricombinante), non è stata
studiata.
Uso con i
contraccettivi ormonali
Nel corso degli studi clinici, il 57,5% delle donne (di età
compresa tra 16 e 26 anni) che hanno ricevuto Gardasil faceva uso di
contraccettivi ormonali. L’uso di contraccettivi ormonali non sembra
abbia influenzato la risposta immunitaria a Gardasil.
Gravidanza
e allattamento
Non sono stati effettuati studi specifici sul vaccino in
donne in stato di gravidanza. Tuttavia, durante il programma di
sviluppo clinico pre-registrativo, 2.266 donne (di cui 1.115 avevano
ricevuto il vaccino e 1.151 il placebo) hanno presentato almeno una
gravidanza. Nel complesso, la parte di gravidanze con esito negativo
è stata paragonabile nelle donne che avevano ricevuto Gardasil ed in
quelle che avevano ricevuto il placebo. Per le gravidanze con inizio
stimato nei 30 giorni successivi alla vaccinazione, sono stati
osservati 5 casi di anomalia congenita nel gruppo che aveva ricevuto
Gardasil rispetto a 0 casi di anomalia congenita nel gruppo che
aveva ricevuto placebo.
Nelle gravidanze
con inizio dopo i 30 giorni successivi alla vaccinazione, sono stati
invece osservati 10 casi di anomalia congenita nel gruppo che aveva
ricevuto Gardasil rispetto a 16 casi di anomalia congenita nel
gruppo che aveva ricevuto placebo.
Le tipologie di anomalie osservate sono state consistenti con quelle
generalmente osservate nelle gravidanze di donne di età compresa tra
i 16 ed i 26 anni.
Gli studi sugli animali non hanno indicato effetti pericolosi
diretti o indiretti nei confronti della gravidanza, dello sviluppo
embrionale/fetale, del parto o dello sviluppo postnatale.
I dati sulla somministrazione di Gardasil durante la gravidanza non
hanno fornito alcuna segnalazione relativamente alla sicurezza di
impiego. Tuttavia, tali dati sono insufficienti per raccomandare
l’uso di Gardasil durante la gravidanza. La vaccinazione deve,
pertanto, essere rimandata a dopo il completamento della gravidanza.
Nel corso degli
studi clinici, durante il periodo di vaccinazione, un totale di 995
madri in allattamento ha ricevuto Gardasil o placebo. L’incidenza di
reazioni avverse nelle madri e nei lattanti è stata paragonabile tra
il gruppo che aveva ricevuto il vaccino e quello che aveva ricevuto
placebo. Inoltre, l’immunogenicità del vaccino è stata paragonabile
tra le madri in allattamento e le donne che non erano in
allattamento durante la somministrazione del vaccino.
Gardasil può essere somministrato a donne in allattamento.
Effetti
indesiderati
Nel corso di 5 studi clinici (di cui 4 controllati con
placebo), i soggetti arruolati hanno ricevuto Gardasil o placebo nel
giorno dell’arruolamento e dopo circa 2 e 6 mesi dall’arruolamento.
Pochi soggetti (0,2%) hanno interrotto la sperimentazione a causa di
reazioni avverse.
La sicurezza è stata valutata, sia per l’intera popolazione in
studio (4 studi) che per un sottogruppo predefinito della
popolazione in studio (1 studio), sulla base della sorveglianza
effettuata tramite la scheda di vaccinazione (VRC - vaccination
report card), nei 14 giorni successivi ad ogni iniezione di Gardasil
o di placebo. I soggetti che sono stati monitorati sulla base della
sorveglianza effettuata tramite la scheda di vaccinazione VRC
includevano 6.160 soggetti che avevano ricevuto Gardasil (di cui
5.088 donne di età compresa tra 9 e 26 anni e 1.072 maschi di età
compresa tra 9 e 15 anni, al momento dell’arruolamento) e 4.064
soggetti che avevano ricevuto placebo.
Le seguenti
reazioni avverse correlate al vaccino sono state osservate nei
soggetti che hanno ricevuto Gardasil con una frequenza almeno pari
all’1,0% ed inoltre con una frequenza maggiore rispetto a quella
osservata nei soggetti che hanno ricevuto placebo.
Le reazioni sono state raggruppate per frequenza in accordo alla
seguente convenzione: molto comuni (maggiori o uguali a 1/10);
comuni (maggiori o uguali a 1/100, minori di 1/10); non comuni
(maggiori o uguali a 1/1.000, minori di 1/100); rari (maggiori o
uguali a 1/10.000, minori di 1/1.000); molto rari (minori di
1/10.000).
Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione -
Molto comune: piressia; molto comune: al sito di iniezione: eritema,
dolore e gonfiore; comune: al sito di iniezione: sanguinamento,
prurito.
Inoltre, nel
corso degli studi clinici, sono state osservate, con una frequenza
inferiore all’1%, reazioni avverse che sono state ritenute correlate
al vaccino o al placebo dagli sperimentatori:
Alterazioni
dell’apparato respiratorio, del torace e del mediastino - Molto
raro: broncospasmo
Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo - Rari: orticaria.
Sette casi
(0,06%) di orticaria sono stati riportati nel gruppo Gardasil e 17
casi (0,18%) sono stati osservati nel gruppo placebo contenente l’adiuvante.
Nel corso degli studi clinici, i soggetti facenti parte della
popolazione valutata per la sicurezza di impiego hanno segnalato
ogni nuova situazione clinica durante il periodo di follow-up fino a
4 anni. Nell’ambito di 11.813 soggetti che hanno ricevuto Gardasil e
9.701 soggetti che hanno ricevuto placebo, sono stati riportati 8
casi di artrite non specifica, di cui 6 nel gruppo Gardasil e 2 nel
gruppo placebo.
Efficacia
Gardasil è un vaccino quadrivalente ricombinante non infettante
preparato da particelle simili al virus (VLPs) dalla proteina
capsidica maggiore L1 del papillomavirus umano (HPV) tipi 6, 11, 16
e 18 altamente purificate.
Le VLPs non contengono DNA virale, non possono infettare le cellule,
riprodursi o causare malattia.
L’HPV infetta soltanto l’uomo, ma gli studi sugli animali con
papillomavirus analoghi suggeriscono che l’efficacia dei vaccini L1
VLP sia mediata dallo sviluppo di una risposta immune di tipo
umorale.
Dei tipi HPV
contenuti nel vaccino:
• l’HPV 16 e 18
sono responsabili di circa il 70% dei casi di displasia del collo
dell’utero di alto grado (CIN 2/3) e di adenocarcinoma in situ
(AIS), e di circa il 70% dei casi di displasia della vulva di alto
grado (VIN 2/3) nelle giovani donne in premenopausa. HPV 16 e 18
sono anche responsabili della maggioranza delle lesioni squamose di
alto grado della vagina (VaIN 2/3). Altri tipi di HPV non contenuti
nel vaccino sono responsabili del restante 20-30% dei casi di CIN
2/3, VIN 2/3 e VaIN 2/3. CIN 3 è considerato un precursore diretto
del carcinoma invasivo del collo dell’utero. VIN 3 è un importante
fattore di rischio per lo sviluppo del carcinoma della vulva nelle
giovani donne in premenopausa infettate dai tipi di HPV oncogeni;
• l’HPV 6 e 11
sono responsabili di circa il 90% dei casi di condilomi genitali;
• l’HPV 6, 11,
16 e 18 sono responsabili per una quota variabile dal 35 al 50% di
CIN1 o displasia di basso grado del collo dell’utero.
L’efficacia del
Gardasil è stata valutata in 4 studi clinici di Fase II e III,
randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo che
includevano un totale di 20.541 donne di età compresa tra 16 e 26
anni che sono state arruolate e vaccinate senza effettuare uno
screening preliminare per la presenza di una infezione da HPV.
Gli endpoint di efficacia primaria includevano le lesioni della
vulva e della vagina (condilomi genitali, VIN, VaIN) correlati all’HPV
tipi 6, 11, 16 o 18 e il CIN di qualunque grado (Protocollo 013,
Future I), il CIN 2/3 e l’adenocarcinoma in situ (AIS) correlati
all’HPV 16 o 18 (Protocollo 015, FUTURE II), l’infezione persistente
correlata all’HPV di tipo 6, 11, 16 e 18 (Protocollo 007) e
l’infezione persistente correlata all’HPV 16 (Protocollo 005). Come
marker clinico surrogato del carcinoma del collo dell’utero è stata
utilizzata negli studi clinici la Neoplasia Intraepiteliale
Cervicale (CIN) di grado 2/3 (displasia di grado da moderato ad
alto).
Efficacia
della profilassi
Le analisi primarie di efficacia sono state effettuate nella
popolazione per protocollo (PPE Perprotocol Efficacy) (n = tutte e 3
le vaccinazioni entro 1 anno dall’arruolamento, nessuna deviazione
maggiore dal protocollo di studio e naïve nei confronti dei relativi
tipi di HPV prima della dose 1 e fino ad 1 mese dopo la dose 3 (Mese
7)). L’efficacia è stata misurata a partire dalla visita al mese 7.
Complessivamente il 73% dei soggetti erano naïve (negativi alla PCR
e sieronegativi) per tutti e 4 i tipi di HPV.
Efficacia
nei soggetti naïve ai tipi HPV contenuti nel vaccino
L’efficacia di Gardasil contro CIN (1, 2, 3) o AIS correlati
all’HPV di tipo 6-, 11-, 16-, 18-, è stata del 100% nel Protocollo
013 dove era un endpoint primario e del 95,2% nei protocolli
combinati insieme.
L’efficacia di Gardasil contro le CIN 1 correlate all’HPV 6, 11, 16
e 18 è stata del 100% nel Protocollo 013 e nell’analisi combinata è
stata del 93,1%.
In un’analisi integrata (Protocolli 007, 013, 015), l’efficacia di
Gardasil contro le lesioni della vulva di alto grado (VIN 2/3)
correlate all’HPV tipi 6, 11, 16 o 18 è stata del 100%.
L’efficacia del
vaccino contro le lesioni vaginali di alto grado (VaIN 2/3) non ha
raggiunto una significatività statistica. In tutto vi sono stati 8
casi di VIN 2/3 e 5 casi di VaIN 2/3, tutti osservati nel gruppo
placebo.
Sulla base di una definizione a 12 mesi di infezione persistente (ad
esempio almeno 2 campioni positivi nell’arco di un intervallo minimo
di 12 mesi), l’efficacia contro l’infezione persistente da HPV 16 è
stata del 93,3% nel Protocollo 005. Nel Protocollo 007, l’efficacia
di Gardasil contro l’infezione persistente da HPV 16 o 18 è stata
del 100%. Vi sono stati sei casi di infezione persistente da HPV 16
e due casi di infezione persistente da HPV 18 tutti nel gruppo
placebo.
Efficacia
nei soggetti con infezione in corso o prima dell’infezione
Non vi è stata evidenza di protezione dalla patologia
causata dai tipi di HPV per i quali i soggetti erano positivi alla
PCR e/o sieropositivi al basale. Tuttavia, gli individui che erano
stati già infettati con uno o più tipi di HPV contenuti nel vaccino
prima della vaccinazione sono risultati protetti dalla patologia
clinica causata dagli altri tipi di HPV contenuti nel vaccino.
Reazioni avverse
In 5 studi, di cui 4 controllati con placebo, il vaccino
anti-papillomavirus umano Gardasil è stato somministrato al momento
dell’arruolamento e dopo circa 2 e 6 mesi.
La percentuale dei drop-out per il presentarsi di effetti
indesiderati è risultata bassa (0.1%).
Reazioni
avverse comuni associate al vaccino
Gli effetti indesiderati che si sono manifestati con una
frequenza dell’1% o più nei soggetti ai quali è stato somministrato
Gardasil sono stati:
1) 1-5 giorni dopo la vaccinazione: dolore 83.9% (48.6% con
placebo), rigonfiamento 25.4% (7.3% con placebo), eritema 24.6%
(12.1% con placebo), prurito 3.1% (0.6% con placebo);
2) 1-15 giorni dopo la vaccinazione: febbre 10.3% (8.6% con
placebo), nausea 4.2% (4.1% con placebo), capogiri 2.8% (2.6% con
placebo);
Gravi
reazioni avverse
Un totale di 102 soggetti su 21.464 che hanno ricevuto
Gardasil e placebo ha riportato un grave evento avverso 1-15 giorni
dopo la vaccinazione:
- cefalea 0.03%
(0.02% con placebo);
- gastroenterite 0.03% (0.01% con placebo);
- appendicite 0.02% (0.01% con placebo);
- malattia infiammatoria pelvica 0.02% (0.01% con placebo).
E’ stato
riportato un caso di broncospasmo e due casi di asma.
Mortalità
Tra i partecipanti agli studi clinici (21.464 soggetti) ci sono
stati 17 casi ad esito fatale. Gli eventi riportati erano in linea
con gli eventi attesi nella popolazione sana.
La più comune causa di morte è stato l’incidente con veicoli a
motore (4 soggetti che hanno ricevuto Gardasil e 3 placebo), seguito
da overdose/suicidio (1 soggetto con Gardasil e 2 con placebo) ed
embolia polmonare/trombosi venosa profonda (1 soggetto con Gardasil
e 1 con placebo).
Inoltre, ci sono stati due casi di sepsi, 1 caso di tumore al
pancreas e 1 caso di aritmia nel gruppo trattato con Gardasil e 1
caso di asfissia nel gruppo placebo.
Disordini
autoimmuni sistemici
Negli studi clinici i soggetti sono stati valutati per nuove
condizioni mediche che si sono presentate nel corso di un periodo
osservazionale di 4 anni.
Nel gruppo Gardasil sono stati segnalati: 1 caso di artrite
giovanile, 2 casi di artrite reumatoide, 5 casi di artrite ed 1 caso
di artrite reattiva.
Di contro, nel gruppo placebo sono stati osservati: 1 caso di lupus
eritematoso sistemico e 2 casi di artrite.
Fonte: 1) FDA,
2007: 2 ) EMEA, 2007
VAERS: 371 gravi
reazioni avverse dopo vaccinazione con Gardasil
5 Giugno 2007
- Judicial Watch, un’associazione di interesse pubblico, ha ottenuto
dall'FDA (Food and Drug Administration) la possibilità di visionare
gli effetti indesiderati correlati al vaccino contro il
papillomavirus umano (HPV), Gardasil.
All'11 maggio 2007, il sistema di farmacosorveglianza post-marketing
sui vaccini VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System) degli
Stati Uniti, annoverava 1.637 reazioni avverse digitando la sigla
HPV4, che corrisponde alla vaccinazione con Gardasil, un vaccino
quadrivalente.
Di queste reazioni, 371 sono definite gravi.
Delle 42 donne che hanno ricevuto Gardasil mentre erano incinte, 18
sono andate incontro a reazioni avverse, che variavano tra l'aborto
spontaneo ed i danni fetali.
La paralisi, la paralisi di Bell (paralisi facciale), la sindrome di
Guillain Barre e le convulsioni sono alcuni dei gravi eventi avversi
neurologici associati alla vaccinazione con Gardasil.
Nel database sono segnalati anche 3 casi di 3 persone morte dopo
aver ricevuto il vaccino. Una ragazza è morta per trombosi 3 ore
dopo aver assunto Gardasil.
Due ragazze di 12 e 19 anni sono morte per problemi cardiaci e/o per
trombosi.
Secondo l'FDA queste morti non sarebbero correlate al vaccino.
Riguardo ai 1.637 effetti indesiderati riportati da Judicial Watch,
l'FDA ritiene che siano in linea con i quasi 3 milioni di persone
vaccinate negli Stati Uniti con Gardasil.
Inoltre non
tutte le reazioni avverse sarebbero correlate alla vaccinazione
contro il papillomavirus.
Nonostante la rassicurazione dell'FDA rimangono dubbi sulla
sicurezza del Gardasil.
Descrizione di
20 casi dopo vaccinazione con Gardasil, scelti con modalità random,
presenti nel VAERS line list Report dell'11 Maggio 2007
- Caso 1
definito grave: ragazza di 14 anni che immediatamente dopo
somministrazione di Gardasil ha avvertito un dolore intenso al sito
di iniezione. E' caduta ed ha perso i sensi per 10-15 secondi. La
ragazza, che ha manifestato cefalea, visione offuscata, è stata
inviata al Dipartimento d'Emergenza. L'esame neurologico è risultato
normale. I medici hanno diagnosticato disidratazione e sincope
vasovagale secondaria al dolore prodotto dall'iniezione al sito di
somministrazione.
- Caso 2
definito grave: una ragazza di 18 anni con nessuna storia di
allergie è stata vaccinata con Gardasil. Il giorno dopo ha
manifestato rash ed orticaria, non al sito di iniezione. Quando si è
presentata al proprio medico curante presentava orticaria in tutto
il corpo. E' stata trattata con Benadryl (Difenidramina), un
antistaminico per os, e sottoposta a trattamento con
Metilprednisolone (Solu Medrol).
- Caso 3
definito grave, minacciante la vita: una ragazza di 17 anni dopo
essere stata vaccinata con Gardasil ha presentato intorpidimento e
formicolio ai piedi e alle mani, che sono persistiti e peggiorati.
Dopo 25 giorni dalla vaccinazione la ragazza ha manifestato una
grave forma di debolezza. E' stata ricoverata e gli è stata
diagnosticata la sindrome di Guillain-Barre. E' stata trattata con
Immunoglobulina. La ragazza sta lentamente migliorando, ma soffre
sempre di debolezza.
- Caso 4
definito grave: una ragazza di 15 anni, che era stata
precedentemente vaccinata per l'epatite A e vaccinata con vaccino
meningocicco A CYW, dopo essere stata vaccinata con Gardasil, ha
presentato convulsione in forma lieve. Inoltre ha avvertito un forte
dolore al sito di iniezione. La ragazza è stata ricoverata per 1
giorno.
- Caso 5
definito grave: una ragazza di 17 anni affetta da asma, è stata
vaccinata con Gardasil. Il giorno successivo alla vaccinazione ha
presentato pollice di aspetto edematoso, e le palme della mano sono
diventate rosse e calde. La ragazza ha poi avvertito senso di
oppressione a livello toracico. Alla ragazza è stato somministrato
immediatamente una dose massiccia di Cetirizina (Zyrtec; in Italia:
Zirtec), un antistaminico, ed Acetaminofene (anche detto
Paracetamolo).
- Caso 6
definito grave: una ragazza di 17 anni che presentava allergia
alle sulfonamidi, è stata vaccinata con Gardasil. Cinque giorni dopo
la vaccinazione la ragazza ha presentato ingrossamento dei linfonodi
a livello della clavicola, con problemi di movimento del braccio.
Alla ragazza è stato consigliato l'intervento chirurgico per
l'asportazione dei linfonodi.
- Caso 7
definito grave: una ragazza di 18 anni affetta da asma e
sindrome dell'ovaio policistico, è stata vaccinata con Gardasil. La
ragazza stava assumendo contemporaneamente Bupropione (Wellbutin XL),
Litio e Risperidone (Risperdal). Alla sera dello stesso giorno della
vaccinazione la ragazza ha sviluppato gonfiore del braccio sinistro
e difficoltà respiratorie. Il giorno successivo la ragazza ha
sviluppato gonfiore al volto.
- Caso 8
definito grave: una ragazza di 15 anni, affetta da asma,
allergia alle arachidi ed una storia di anafilassi, è stata
vaccinata con Gardasil. Dopo alcune ore la ragazza ha presentato una
reazione anafilattica. Alla ragazza è stato somministrato
immediatamente EpiPen ( autoiniettore di Adrenalina ), ed è stata
trasportata al Dipartimento di Emergenza.
- Caso 9
definito grave: una ragazza di 18 anni è stata vaccinata con
Gardasil. Dopo circa un'ora la ragazza ha avvertito brevità del
respiro e stato febbrile. La paziente è stata subito ricoverata
presso il Dipartimento d'Emergenza e sottoposta a terapia.
- Caso 10
definito grave, con disabilità permanente: una donna di 24 anni
è stata vaccinata con Gardasil. Alcune ore più tardi la donna ha
manifestato gonfiore agli occhi e prurito. E' stata trattata con
Benadryl, un antistaminico, ed è stata mandata a casa.
Successivamente è comparsa visione offuscata.
- Caso 11
definito grave: una ragazza di 16 anni, che era stata vaccinata
con Gardasil, ha sviluppato debolezza alle estremità inferiori ed è
stata ricoverata con diagnosi di sindrome di Guillain-Barre in forma
lieve. Dopo trattamento con Gammaglobuline, la ragazza ha recuperato
in modo quasi completo, ma è perdurato l'intorpidimento alle
estremità degli arti.
- Caso 12
definito grave, con disabilità permanente: una ragazza di 15
anni con una storia di ipersensibilità agli allergeni, è stata
vaccinata con Gardasil. La ragazza stava assumendo Ortho Tri-Cyclen
LO, una pillola contraccettiva a base di Etinil Estradiolo e
Norgestimato. La ragazza ha sviluppato prurito ed orticaria alle
gambe e alle braccia.
- Caso 13
definito grave, minacciante la vita: una donna di 25 anni che
aveva iniziato ad assumere Nitrofurantoina per un’infezione del
tratto urinario qualche giorno prima della vaccinazione con Gardasil,
ha manifestato orticaria. La donna è stata trattata con
Metilprednisolone (Medrol). Venti giorni dopo, la donna ha
presentato gonfiore della lingua e restringimento laringeo. Alla
donna è stata somministrata immediatamente Epinefrina (EpiPen).
- Caso 14 definito grave: una ragazza di 15 anni affetta da
diabete di tipo 1 ed in terapia con Insulina, è stata vaccinata con
Gardasil. Il giorno dopo la vaccinazione la ragazza è andata
incontro a crisi di grande male ed è stata ricoverata per 3 giorni
in ospedale.
- Caso 15
definito grave: Una donna di 20 anni dopo 2 ore che era stata
vaccinata con Gardasil ha presentato vomito e dolore addominale, con
successivo peggioramento tale da impedirle di stare supina. E' stata
ricoverata in ospedale e sottoposta ad appendicectomia.
- Caso 16
definito grave, minacciante la vita: una ragazza di 13 anni è
stata ricoverata in ospedale con debolezza agli arti sia superiori
che inferiori. La ragazza era stata vaccinata con Gardasil. Alla
ragazza è stata diagnosticata una forma grave della sindrome di
Guillan-Barre, ed infezioni delle vie respiratorie. Per il
presentarsi di insufficienza respiratoria è stata sottoposta a
ventilazione meccanica, e a tracheostomia con intubazione. Ha
sviluppato dolore neuropatico ed ipertensione.
- Caso 17
definito grave, minacciante la vita: una ragazza di 13 anni è
stata vaccinata con Gardasil, con successiva presentazione di
intorpidimento e formicolio ai piedi, che si è poi esteso alle mani.
Ha presentato difficoltà a camminare, per la mancanza di sensibilità
ai suoi piedi. Alla ragazza è' stata diagnosticata la sindrome di
Guillain-Barre.
- Caso 18
definito grave: una ragazza di 12 anni affetta da emicrania, è
stata arruolata in uno studio clinico ed ha ricevuto le 3 dosi del
vaccino per il papillomavirus, Gardasil. Tre mesi dopo l'ultima dose
di vaccino, la ragazza ha presentato difficoltà a camminare ed è
stata ricoverata in ospedale. La debolezza muscolare sofferta dalla
ragazza è stata ritenuta essere correlata alla vaccinazione con
Gardasil.
- Caso 19
definito grave, con disabilità permanente: una donna di 19 anni
è stata vaccinata con Gardasil. La donna stava assumendo un
antistaminico, Zyrtec (Cetirizina), e contraccettivi ormonali per os.
La donna, subito dopo la vaccinazione, ha sviluppato un rash non al
sito d'iniezione, ma nel braccio in cui è stata eseguita la
vaccinazione. Inoltre, la donna ha accusato una forte mialgia sia
agli arti superiori che agli arti inferiori, e la sua mano si è
scolorita. Un esame ha rivelato un’infezione streptococcica, e la
donna è stata trattata con antibiotici. E' stata evidenziata
un'elevata conta leucocitaria.
- Caso 20
definito grave, con disabilità permanente: una donna di 18 anni
senza storia di allergie, è stata vaccinata con Gardasil (una sola
dose), e dopo aver manifestato rash maculopapuloso bilaterale alle
estremità inferiori, gonfiore bilaterale agli arti inferiori con la
gamba destra di dimensioni maggiori rispetto alla gamba sinistra,
dolore muscolare intenso, particolarmente sotto le ginocchia, con
difficoltà a camminare, è stata ricoverata in ospedale. Alla
dimissione la donna era in terapia con Percocet (Ossicodone ed
Acetaminofene), e Prednisolone.
Fonte: 1) Judicial Watch, 2007; 2) FDA, 2007
Documentazione
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maggio 2007
The Vaccine Adverse Event Reporting System is a cooperative program
for vaccine safety of the Centers for Disease Control and Prevention
( CDC ) and the Food and Drug Administration ( FDA ).
VAERS is a post-marketing safety surveillance program, collecting
information about adverse events ( possible side effects ) that
occur after the administration of US licensed vaccines.
Xagena2007
Il giudizio dell' Harvard Women's
Health Watch
Vaccinazione contro il
papillomavirus
Gardasil, vaccino anti papillomavirus
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