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L’idea di un
articolo sui
vaccini
mi è venuta qualche tempo fa, quando mi sono trovata a cercare
più informazioni possibili sull’argomento vista la mia dolce
attesa: mi sono resa conto di quanto può essere difficile avere
informazioni chiare e disinteressate, soprattutto dalle aziende
sanitarie.
Negli ultimi mesi mi è capitato spesso di discutere l’argomento
con familiari, amici, ostetriche e medici delle ASL locali.
Questo confronto mi ha portato ad una grande confusione mentale:
mi sono ritrovata a dover fare i conti con opinioni diverse,
spesso frutto di preconcetti o addirittura di totale ignoranza
sull’argomento. Dato che la vaccinazione è di routine, sono
poche le famiglie che si preoccupano di informarsi sulle reali
necessità o controindicazioni del vaccino stesso, e quindi sono
ancora di meno quelle che decidono di non vaccinare, operando
una scelta consapevole. Sento quindi la necessità di
chiarire, con questo articolo, alcuni aspetti importanti
relativi a questa scelta, in modo da mettere luce i pro e i
contro della
pratica
vaccinale. Siccome nel mio
percorso ho notato che la maggior parte dell’informazione a cui
si ha accesso frequentando le strutture sanitarie è pro-vaccino,
porterò la testimonianza di associazioni e gruppi di ricerca
“contro”.
Credo spetti poi ad ogni genitore la scelta di approfondire
l’una o l’altra strada.
La situazione in Italia e nel mondo
Nei paesi “sviluppati” esistono, relativamente alla
pratica vaccinale,
obblighi assoluti solo in Italia e Francia, molto elasticamente
in Grecia ed in tre dei cinquanta stati degli USA. In Belgio vi
è quello dell’antipolio, ma non essendovi una vera e propria
legge è facilmente “aggirabile”. Solo nei paesi di ex area
sovietica tuttora esistono obblighi assoluti.
In Italia vi
sono quattro vaccinazioni obbligatorie (polio, tetano,
difterite, epatite B), sei consigliate ed altre cinque verranno
proposte nei prossimi tre anni.
Ogni regione ha però caratteristiche particolari, per esempio in
Piemonte Toscana e Veneto i vaccini non saranno più obbligatori
(ma consigliati) a partire dal 2008, mentre in altre regioni
sono state abrogate le multe per mancata vaccinazione. Cosa
importantissima che tengo a sottolineare: il presidente della
Repubblica, il 26 Gennaio 1999, ha firmato un decreto che regolamenta
definitivamente la posizione dei bambini non vaccinati a scuola;
il D.P.R. n. 355 recita testualmente: “La mancata certificazione
delle vaccinazioni non comporta il rifiuto di ammissione
dell’alunno alla scuola dell’obbligo o agli esami”. Quindi se
per caso qualche scuola non accettasse i bambini non vaccinati,
occorre sporgere denuncia all’autorità giudiziaria per azioni
anticostituzionali. Per gli asili la situazione è regolamentata
regione per regione.
La sicurezza dei vaccini e la loro composizione
Il problema dell’obiezione
consapevole nasce dalla
constatazione che oggi i bambini manifestano una elevatissima
presenza di malattie “moderne”: uno su 10 è asmatico;
complessivamente uno su tre è allergico; ogni anno 1.000-1.500
neonati muoiono nel sonno per lo più tra i due e sei mesi,
proprio quando subiscono le prime due dosi vaccinali. Tali nuove
malattie, compreso il cancro in età precoce, sono apparse a
partire dalla generazione nata attorno al ’60, che corrisponde
alla data di inizio delle vaccinazioni attuate in modo
massiccio.
Sostanze pericolose e malattie debellate
A partire dai 3 mesi, e nei soli primi 15 mesi di vita, possono
essere somministrate al bambino 27 dosi di vaccino che
contengono antibiotici, mercurio, alluminio, formaldeide:
sostanze tossiche alle quali si può anche essere allergici o che
possono scatenare malattie di vario genere. All’interno dei
vaccini sono quindi presenti sostanze molto pericolose,
soprattutto se pensiamo che le dosi vengono inoculate su bambini
con sistema immunitario non ancora formato. Le controindicazioni
e gli effetti collaterali sono preoccupanti. Viene da chiedersi
perché le vaccinazioni siano così vivamente consigliate dalle
Asl locali. Prima di intraprendere questo viaggio
nell’informazione mi sono fatta proprio questa domanda: «Perché
allora sono obbligatori se così pericolosi?». La mia prima
risposta, per logica, è stata: «Forse perché effettivamente i
rischi che si corrono sono molto meno gravi rispetto al fatto di
contrarre la malattia…». Mi sono data una risposta vera?
Proviamo ad indagare.
Il Tetano
La comunità non deve difendersi da questo
contagio semplicemente perché non è una malattia contagiosa. Se
il tetano non è un virus perché si continua ad usare un vaccino
antivirale? Tra l’altro in Europa non è mai stata una malattia
dei bambini, e non si può neppure sostenere che, vaccinando
tutti, si impedisca la circolazione del bacillo che si riproduce
nell’intestino dei ruminanti ed è presente anche nella polvere
di casa. La malattia non è dunque sradicabile (non la si può far
sparire). Anche prima della vaccinazione i casi erano qualche
centinaio all’anno e, allora come oggi, si riferiscono quasi
sempre ad anziani.
L'Epatite B
Delle quattro obbligatorie questa gode di molti studi pubblicati
relativi alla sua pericolosità e nessun pediatra ha il coraggio
di difenderne l'obbligo. Il totale delle epatiti (A,B,C
eccetera) è “crollato” prima del vaccino, passando dai 54.000
casi di tutte le epatiti del ’69 ai 2.733 della sola B del ’94,
(nel ’97 circa 2.000), benigni al 95%, cronici nel 4% e
mortali solo nell'1%.
Sui bambini poi il vaccino è inutile perché gli anticorpi che
produce durano due anni nei neonati e quattro negli adulti.
Considerato che la malattia è degli adulti e comincia ad
apparire timidamente a 15 anni, se ne conclude che farlo a 0 ed
11 anni è matematicamente inutile e può fare solo male.
Difterite
Anche in
questo caso vaccinare tutti per una malattia che “non c’è”
produce più effetti collaterali che prevenzione. Nei paesi in
cui il vaccino viene poco o per niente usato, la malattia non è
presente, mentre appare in paesi super vaccinati (come
la Russia ) se c’è fame e freddo; inoltre non è
sradicabile. Infine, se la vaccinazione di massa aveva un senso
teorico nel 1939. Certamente non lo ha oggi, quando, ad esempio,
sono disponibili antibiotici che possono agevolmente essere
usati per gli sporadici casi che si presentassero.
Poliomielite
Anche qui le centinaia (e probabilmente migliaia) di casi di
morte e di invalidità da polio nell’occidente avanzato, almeno
negli ultimi 10 anni, sono per lo più dovuti alla vaccinazione.
In Italia la malattia (normalmente benigna) stava naturalmente
sparendo tra gli anni Venti e gli anni Trenta: i picchi di
incidenza sono “stranamente” apparsi in concomitanza con
l’introduzione degli obblighi dell’antivaiolosa (1934),
dell’antidifterica (1939), con le prime antipolio (1956), e
soprattutto con la prima vera campagna vaccinale del 1958.
Comunque questo vaccino risulta essere il più pericoloso. Sulla
stampa del febbraio ’97 è apparsa la notizia secondo la quale il
CDC (equivalente in USA del nostro Istituto Superiore della
Sanità), negli scorsi 14 anni ha riscontrato, negli USA, 125
casi di polio da vaccino, che, rapportati alla popolazione
italiana, equivarrebbero ad un poliomelitico all’anno circa.
Piuttosto giova ricordare che la polio è apparsa nel terzo mondo
solo dopo le campagne vaccinali “per salvarli”. Anche la
campagna antipolio (italiana) del ’96 in Albania ha prodotto una
grave epidemia, (76 casi in perfetta concomitanza di tempo, per
lo più fra le persone a contatto dei vaccinati), dimostrando
così la sua pericolosità in popolazioni con cattiva nutrizione
ed igiene, e la sua inutilità nei paesi “ricchi”. È vero che ci
sono stati rari casi di polio invalidante tra non vaccinati (nei
paesi “sani”), ma anche tra vaccinati: il problema va valutato
comunque, nel suo rischio complessivo per la salute.
Alla luce di queste valutazioni mi sento
sicuramente più contro che pro-vaccino. E voi? Ci sono però
ancora molte cose da chiarire prima di prendere una decisione
definitiva, consapevole e informata. Continueremo quindi
il nostro excursus sul prossimo numero, affrontando i possibili
danni da vaccino (morti bianche, trasformazioni cellulari
maligne, sconvolgimento del sistema immunitario etc.), e le
eventuali indicazioni legali per l’obiezione.
Per saperne
di più!
Leggere attentamente per scegliere
consapevolmente
Credo sia necessario analizzare in modo specifico quali sono i
principi attivi dei vaccini obbligatori e quali
indicazioni/controindicazioni sono riportate nel bugiardino
approvato dal Ministero della Sanità che andrebbe SEMPRE
consegnato ai genitori.
*Non potendo
inserire tutte le indicazioni di ogni foglietto verrà fatta una
scelta delle parti più significative.
Polioral
(antipolio SABIN)
Composizione.
Sospensione acquosa, in terreno di Earle con lattalbumina 0,5%
di virus poliomelitico attenuato dei tipi 1,2,3, coltivato
su cellule di rene di
Cercopithecus aethiops
(un primate ndr) e stabilizzata con cloruso di magnesio 1M.
Controindicazioni.
Ipersensibilità accertata verso uno dei componenti della
formulazione (vengono fatte analisi di tollerabilità ai bambini
di 3 mesi prima di sottoporli a vaccinazione? ndr). La
vaccinazione è controindicata nei soggetti con alterazioni dello
stato immunitario (agammaglobulinemia, ipogammaglobulinemia,
immunodeficienza combinata umorale o cellulo-mediata); nei
soggetti affetti da leucemie, linfomi, neoplasie, patologie del
sistema nervoso centrale croniche convulsivanti, nei bambini
sani conviventi con persone affette da immunodeficienza. La
vaccinazione è differita in casi di malattie acute febbrili ,
diarrea o altri disturbi intestinali; in trattamento con farmaci
immunodepressori. Il verificarsi di qualsiasi reazione
neurologica successiva alla vaccinazione costituisce
controindicazione alla somministrazione di ulteriori dosi di
vaccino.
Tra gli
effetti indesiderati.
Molto raramente sono stati descritti casi di malattia paralitica
associati alla vaccinazione, anche in persone a diretto contatto
con soggetti vaccinati (meno di un caso ogni tre milioni di dosi
somministrate). Raramente possono verificarsi diarrea, esantema
allergico e polineuriti.
Fonte: Ministero della Sanità il 12/10/98.
Dif-TET-All
(tetano/difterico)
Composizione.
Anatossine difterica e tetanica purificate ed adsorbite su
idrossido di alluminio. Una dose di 0,5 ml contiene: principi
attivi: non meno di 30 U.I. di anatossina difterica purificata
(preparata a partire dalla tossina difterica neutralizzata con
formolo). Non meno di 40 U.I. di anatossina tetanica purificata.
Controindicazioni.
Ipersensibilità accertata verso uno dei componenti della
formulazione (come si fa a saperlo? ndr). Evitare la
vaccinazione in caso di accertata ipersensibilità ai componenti
del vaccino e durante qualsiasi affezione febbrile. Il
verificarsi di qualsiasi reazione neurologica successiva alla
vaccinazione costituisce controindicazione alla somministrazione
di ulteriori dosi di vaccino.
Precauzioni. Come per ogni altro prodotto di natura
biologica non può essere esclusa la comparsa di reazioni di
ipersensibilità: mantenere disponibili adrenalina 1:1000 e
corticosteroidi per trattare eventuali reazioni di tipo
immediato.
Tra gli
Effetti indesiderati.
Disturbi neurologici post-vaccinali e reazioni di
ipersensibilità, conseguenti alla somministrazione di tutti i
prodotti biologici, sebbene estremamente rari, devono essere
sempre valutati. In tal caso si raccomanda di consultare il
medico per adottare idonee misure terapeutiche.
Foglietto illustrativo revisionato dal Ministero della
Sanità il 5/1995
Recombivax
HB (epatite B)
Formulazione.
Per neonati, bambini e adolescenti da
0 a 16 anni. Principi attivi: HBs Ag
antigeni di superficie epatite B ricombinanti 5,00 mcg.
Eccipienti: mercuriotiolato di sodio 25,00 mcg; idrossido di
alluminio 0,25.10 mcg; cloruro di sodio 4,5.10 mcg;
formaldeide <10,00 mcg;
tiocianato di potassio <0,25 mcg; acqua per preparazioni
iniettabili q.b.p. 0,5 ml.
Speciali
precauzioni per l’uso.
Come per tutti i vaccini iniettabili un trattamento
appropriato deve essere sempre disponibile in casi se pur
rari di reazioni anafilattiche conseguenti alla somministrazione
del vaccino. Questo vaccino contiene Mercuriolato di
Sodio come conservante. Questo vaccino contiene tracce di
Formaldeide e di Potassio tiocionato utilizzati durante il
processo di produzione.
Effetti
indesiderati rari: affaticamento,
febbre, senso di malessere, sintomi influenzali, malattia da
siero, vertigini, cefalea, parestesia, nausea, vomito, diarrea,
dolore addominale, artralgia, mialgia, rash cutaneo, prurito,
orticaria, anafilassi, ipotensione, collasso, paralisi (paralisi
di Bell), neuropatia, neuriti (compresa la sindrome di
Guillain-Barrè, mieliti, incluse le mieliti trasverse),
encafaliti, neuriti ottiche, angioedema, eritema multiforme,
linfoadenopatia, elevazione degli enzimi epatici, sintomi di
tipo broncospasmo, trombocitopenia.
Fonte: Ministero della Sanità il 5/1999
Pentavac:
antidifterico, antitetanico, antipertossico acellulare,
antipolio inattivato e anti-haemophilus influenzae di tipo b
coniugato
Composizione.Tossoide
difterico purificato non meno di 30 unità Internazionali (U.I.);
tossoide tetanico purificato non meno di 40 U.I.; tossoide
pertussico purificato (Ptxd) 25µg; Emoagglutinina filamentosa
purificata (FHA) 25 µg; Poliovirus inattivato tipo 1 (Mahoney)
40 U di antigene D; Poliovirus inattivato tipo 2 (MEF-I) 8 U di
antigene D; Poliovirus inattivato tipo 3 (Saukett) 32 U di
antigene D; Polisaccaride di Haemophilus Influenzae di tipo b
coniugato con la proteina del tetano 10 µg.
Precauzioni
d'impiego.
Poiché ciascuna dose può contenere tracce di glutaraldeide,
tiomersale (un composto antimicrobico a base di mercurio
organico, ndr), neomicina, streptomicina e polimixina B, il
vaccino deve essere somministrato adottando le dovute
precauzioni nei bambini con ipersensibilità a questi ultimi
antibiotici (come si fa a saperlo per un bambino di 3 mesi? ndr).
In caso di reazione anafilattica conseguente alla
somministrazione devono essere immediatamente disponibili
trattamenti ed assistenza medica adeguati. Il ciclo vaccinale
deve essere sospeso nei bambini che hanno in precedenza
manifestato una reazione grave nell'arco delle 48 ore successive
alla somministrazione di un vaccino che contenga componente
pertussica come per esempio: febbre 40°C non connessa ad altre
cause identificabili; pianto inconsolabile, persistente, di una
durata maggiore di 3 ore; convulsioni associate o meno ad
ipertermia; reazioni allergiche; episodi di ipotonia,
iporesponsività.
Ultima revisione del testo da parte del Ministero della
Sanità: novembre 1998.
Infanrix
HepB.: vaccino combinato antidifterico, antitetanico,
antipertossico acellulare e antiepatite B
Composizione.
Principi attivi: sostanze non infettive provenienti da batteri
della difterite (non meno di 30 UI) e del tetano (non meno di 40
UI), tre proteine purificate provenienti dai batteri della
pertosse [PT (25 µg), FHA (25 µg) e pertactina (8 µg)] e la
proteina di superficie (HbsAg - 10 µg) del virus dell'epatite B.
Infanrix HepB contiene come eccipienti: alluminio idrossido,
alluminio fosfato,
formaledeide,
2-fenossietanolo, polisorbato 20 e 80, sodio cloruro e acqua per
preparazioni iniettabili.
Cosa si deve
controllare prima che il bambino riceva il vaccino?
Il bambino non deve ricevere il vaccino se si ritiene che abbia
precedentemente avuto una reazione allergica ad Infanrix HepB o
a qualsiasi altro vaccino contro difterite, tetano, pertosse e/o
epatite B.
La
vaccinazione
deve essere rimandata se il bambino ha un'infezione con
temperatura più alta di 38°. Avvertire il medico:
- se il bambino ha manifestato problemi di salute dopo
la precedente somministrazione del vaccino contro difterite,
tetano, pertosse, quali ad esempio: temperatura superiore a 40°C entro 48 ore dalla vaccinazione; pianto
persistente per più di 3 ore entro 48 ore dal vaccino;
convulsioni verificatesi entro 3 giorni dalla vaccinazione;
collasso o uno stato di choc entro 48 ore dalla vaccinazione;
-
se il bambino ha in precedenza manifestato disturbi del sistema
nervoso entro 7 giorni dalla somministrazione di un vaccino
antipertossico;
-
se il bambino ha alterazioni della coagulazione;
-
se il bambino assume altri farmaci o ha ricevuto recentemente un
altro vaccino.
La
vaccinazione
deve essere preceduta dalla valutazione della storia clinica del
soggetto (con particolare riguardo alle precedenti vaccinazioni
ed eventuale insorgenza di effetti indesiderati) e da una visita
medica. La
vaccinazione
è controindicata in caso di encefalopatia di eziologia
sconosciuta verificatasi entro 7 giorni da una precedente
vaccinazione con un vaccino antipertossico. |