Non appena è trapelato che la vitamina D serve a curare il
cancro, gli “esperti” hanno cominciato a seminare dubbi
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Novembre 2007 - Di Bill Sardi
link alla pagina originale (traduzione
per http://www.disinformazione.it/
a cura di Stefano Pravato)
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L’aumentare
delle prove che la vitamina D è una pillola magica contro il
cancro ha costretto oggi l’industria del cancro a fare cerchio per
difendere lo status quo – la vitamina D rimane nella lista
delle terapie "non
confermate" a favore delle più che smentite
chemioterapia, radioterapia e chirurgia. In quasi trent’anni, da
quando è iniziata
Non troverete
menzionato che la Canadian Cancer Society ha raccomandato che
ogni Canadese integri la propria dieta con 1000 IU di vitamina D nei
mesi invernali a seguito del crescente corpo di dati scientifici che
collegano il cancro a bassi livelli di vitamina D. (E anche la
Canadian Pediatric Society consiglia che le donne incinte e che
allattano prendano un’integrazione di 2000 IU di vitamina D in
inverno per proteggere le neo mamme e i loro bambini dal
rachitismo).
Len Lichtenfeld,
sostituto capo medico ufficiale dell’American Cancer Society,
dice: "Non siamo in possesso
di tutte le risposte sui possibili benefici della vitamina D nel
prevenire il cancro (o impedirlo), e non possediamo tutta
l’informazione sui rischi."
Le ricercatrici
Cindy Davis e Johanna Dwyer, in un articolo pubblicato nel
Journal of the National Cancer Institute, si uniscono a dire:
"Per quanto la vitamina D
possa ben esibire molteplici benefici oltre che per le ossa, i
professionisti sanitari e il pubblico non dovrebbero correre troppo
rapidamente alla conclusione e pensare che la vitamina D sia una
pillola magica e ingerirne grandi quantità,"
e
"la Quantità Adeguata di vitamina D è 200 IU per gli adulti sotto i
50 anni, 400 IU per quelli tra i 50 e i 70, e 600 IU per quelli da
71 anni e oltre. Si raccomanda che le integrazioni non superino 2000
IU, l’attuale Livello Superire di sicurezza." Si tratta
di dosi di vitamina D così bassi, che non riusciranno nemmeno ad
innalzare i livelli sanguigni.
La quantità
tossica per la vitamina D non inizia fino a 40.000 IU, e solo se
consumata per molti mesi. Un’ora di esposizione al sole nelle ore
estive centrali produce circa 10.000 IU di vitamina D (esponendo
tutto il corpo), senza nessun effetto collaterale di sorta.
Lo studio della
Creighton University sta per essere controbattuto da una ricerca
appena pubblicata che ha invero trovato che la vitamina D riduce il
rischio di morte per cancro al colon ma non per gli altri cancri.
In questo studio si sono prelevati solo due campioni di sangue lungo
un periodo di più di sei anni e non sono stati somministrate
integrazioni con vitamina D. C’è stato solo un confronto dei livelli
di vitamina D tra soggetti residenti in due aree geografiche
diverse, al nord e al sud.
Cosa
succederebbe se la medicina moderna, riguardo alla vitamina D, fosse
in errore, come lo è stata con il Vioxx, Avandia, e altri farmaci
approvati dalla FDA che i medici hanno adottato prima di comprendere
che provocavano un aumento dei tassi di mortalità? |