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Molto è stato
scritto sulla Massoneria,
ma pare continui ad esserci molta confusione sull’argomento. Il
perché è semplice: la prima caratteristica dell’Ordine è il segreto,
ed è inviolabile. In soldoni, dunque, non la si conosce.
La cosa sorprendente è che non la conoscono neanche molti massoni.
Mi spiego.
Premessa.
Ufficialmente la massoneria viene presentata come un Ordine
Iniziatico a carattere esoterico al quale possono appartenere
soltanto uomini liberi e rispettabili che si impegnino a
mettere in pratica un ideale di pace, di amore, di fraternità. Un
associazione che, tendendo al perfezionamento morale dei Fratelli,
si propone di conseguire quello della intera umanità:“La loggia
massonica, iniziandovi ai suoi misteri, vi invita a diventare uomini
d’elite, saggi o pensatori, educati al di sopra della massa degli
esseri che non pensano….l’uomo si distingue dal bruto per le sue
facoltà intellettuali. Il pensiero lo fa libero:gli dà il dominio
del mondo. Pensare è regnare”
Ammessi alla massoneria sono solo gli uomini dai 21 anni in su. Vi
sono comunque organizzazioni disponibili per i parenti degli
iniziati. Tra queste:
- l'Ordine
della Stella dell'Est per le mogli;
- l'Ordine di De Molay per i figli dai 12 anni;
- l'Ordine delle figlie di Job e dell'Arcobaleno per le
figlie dai 12 anni.
La
Massoneria
è strutturata in
modo gerarchico.
Il cammino personale dei fratelli procede per gradi, e ad ogni
livello di iniziazione l’adepto riceve l’insegnamento di verità
superiori.
Gli adepti privilegiati, o riconosciuti degni, vengono poi iniziati
alle dottrine più segrete ed occulte.
I progetti e i fini sono quindi comunicati solo al grado in cui ci
si trova e, visto che usano il linguaggio dei simboli, sono
comprensibili solo a seconda del proprio grado.
Questa struttura comporta una conseguenza immediatamente
percepibile: chi aderisce a questa associazione lo fa senza
conoscerne praticamente nulla, poiché la verità, o lavoro massonico,
che poi è il fine stesso dell’associazione, viene conosciuta solo
dagli adepti ai gradi più alti.
Non a caso una
delle più grandi autorità massoniche Albert Pike
ebbe a dichiarare che tutti i massoni di grado inferiore al
32° vengono intenzionalmente ingannati mediante false
interpretazioni.
Tale premessa è
importante perché questo articolo parte dal presupposto, fondato,
che molte persone che a questa associazione appartengono o si
avvicinano, effettivamente non la conoscano completamente.
Facciamo subito un esempio affinché, anche alcuni massoni, possano
subito rendersi conto di quanto poco sappiano sulla loro
associazione.
Molti massoni
sono assolutamente ignari che al di sopra delle Logge, dei Templi,
dei Grandi Orienti e dei Riti esista da sempre una Direzione
Iniziatica Universale. Cosa sia questa Direzione Iniziatica
Universale ce lo spiega il massone Serge Raynaud De
La Ferriere
: “…una Massoneria ed un Grande Oriente Universale di carattere
esoterico, il cui Consiglio Superiore, composto di veri Iniziati,
riceve la linea direttiva dai propri Santi Santuari Esoterici, per
subito trasmetterla attraverso intermediari, ad organismi sempre più
esoterici. Siamo certi che la maggior parte dei Fratelli massoni
si stupirà di questo non avendo mai sentito parlare di tale
Direzione Superiore…Questa Direzione Mondiale organizza ed istruisce
le varie Associazioni Segrete… Il massone “medio” incontrerà
alcune difficoltà nel comprendere…I veri Grandi Maestri non sono
sempre coloro che appaiono rivestiti di tutta l’autorità; dietro i
poteri rappresentativi, dei titoli e delle funzioni ci sono i
Patriarchi, i veri Venerabili, le Potenze che dirigono
contemporaneamente tutti i riti del mondo, perché sono veramente
alla testa della Massoneria Universale”.
Questo è un
piccolo esempio. La maggior parte dei massoni non sa di questa
Direzione Mondiale (non stiamo parlando della Gran Loggia di
Inghilterra), né sa dove sia, né dove siano dislocati nel mondo i
c.d. “intermediari” (altrimenti non avrebbe destato sorpresa la
scoperta di un archivio di Gelli a Montevideo), ecc…
Faccio notare come, proprio nel passo sopra citato, un massone
scriva ad altri fratelli definendo la massoneria una “associazione
segreta” e non certo riservata!!!
La domanda da porsi ora è: ma quelli che sono ai gradi più alti sono
i migliori?
La risposta la lasciamo all’ex Gran Maestro del Grande Oriente
d’Italia Giuliano Di Bernardo che ci spiega anche il perché:
“I migliori spesso stanno in basso, in un angolo, non vengono
mai portati su. Perché sono pericolosi”.
In massoneria vi sono brave persone. Sono uomini che credono
fortemente nei principi enunciati dall’associazione, nella crescita
personale e sperano in una società migliore.
Proprio questi “fratelli” sono i primi ad essere ingannati, ma
ingannati sino ad un certo punto. Ecco il perché.
Giuramento e
Leggi.
Per
entrare in massoneria si deve prestare un giuramento.
Il giuramento massonico di affiliazione, che deve essere prestato
sul Volume della Sacra Legge
(V.S.L.), è il seguente: “Liberamente, spontaneamente, con
pieno e profondo convincimento dell’animo, con assoluta e
irremovibile volontà, alla presenza del Grande
Architetto dell’Universo, prometto e giuro di non palesare giammai i
segreti della Massoneria, di non far conoscere ad alcuno ciò che mi
verrà svelato, sotto pena di aver tagliata la gola, strappato il
cuore e la lingua, le viscere lacere, fatto il mio corpo cadavere e
in pezzi, indi bruciato e ridotto in polvere, questa sparsa al vento
per esecrata memoria di infamia eterna. Prometto e giuro di prestare
aiuto e assistenza a tutti i fratelli liberi muratori su tutta la
superficie della terra, prometto e giuro di consacrare tutta la mia
esistenza al bene e al progresso della mia patria, al bene e al
progresso di tutta l’umanità, prometto e giuro di adempiere ed
eseguire tutte le leggi, i regolamenti e le disposizioni tutte
nell’Ordine e di portare ossequio e obbedienza alla suprema autorità
e a tutti quanti sono i miei superiori. Prometto e giuro di
conservarmi sempre onesto, solerte e benemerito cittadino
ossequiente alle leggi dello stato, amico membro della mia famiglia
e massone per abbattere sempre il vizio e propugnare la virtú.
Prometto e giuro di non attentare all’onore delle famiglie dei miei
fratelli. Finalmente giuro di non appartenere ad alcuna società che
sia in opposizione con la libera massoneria, sottoponendomi rispetto
alle pene personali piú gravi e terribili”.
Come si può
notare dalla lettura del testo si tratta di un giuramento molto
forte che, seppur a livello simbolico (ma sappiamo che il simbolo
per il massone riveste una importanza fondamentale), è un giuramento
di morte con cui si promette:
- di non
rivelare giammai quanto ti verrà rivelato;
- di prestare aiuto e assistenza a tutti i fratelli;
- di adempiere ed eseguire tutte le leggi, regolamenti e
disposizioni dell’Ordine;
- di non appartenere ad alcuna società che sia in opposizione alla
libera muratoria.
Il giuramento
presenta implicazioni di non poco conto. Vediamo perché.
Il giuramento (ricordiamo: liberamente, spontaneamente e
volontariamente prestato) prevede che il fratello prometta, tra
le altre cose, di adempiere ed eseguire tutte le leggi, regolamenti
e disposizioni dell’Ordine. Ovviamente la maggior parte di tali
leggi, regolamenti ecc…sono segrete per i profani, ma i massoni le
conoscono benissimo.
Ad esempio il massone sa benissimo che le Costituzioni dell’Ordine
non danno il diritto di espellere i fratelli indegni.
Allora perché risentirsi delle critiche che vengono mosse contro la
loro associazione?
Perché affermare che “non si può fare di tutta un’erba un fascio”
quando proprio le loro Costituzioni non prevedono l’espulsione dei
delinquenti?
Né si può dire che solo negli ultimi anni la massoneria abbia avuto
una particolare infiltrazione di uomini senza scrupoli tra le sue
“fila”, se già nel 1898 il massone Felice Cavallotti ebbe a dire:
“non è vero che tutti i massoni sono delinquenti, ma non ho
mai conosciuto un delinquente che non fosse anche massone”.
Ma c’è di più.
Tribunale
massonico.
Premettiamo che all’interno della massoneria vi è un Organo
giudicante simile all’organo giudiziario dello stato.
Se un massone viola una legge massonica (si macchia di qualche colpa
nei confronti di altri fratelli) questo viene denunciato (con tavola
d’accusa) al Tribunale massonico.
Vi sono anche qui tre gradi di giudizio (con tanto di previsione
delle Sezioni Unite) ed, a livello procedimentale, è simile al
processo penale: competenza territoriale, connessione, ecc….
Ovviamente le leggi massoniche sono differenti dalle leggi dello
stato, come anche le condanne.
In soldoni se la cantano e se la suonano tra di loro. Bene, nulla di
male, vi sono diverse organizzazioni strutturate in modo analogo, si
pensi al tribunale sportivo: se commetti un illecito sportivo ti
giudicherà il tribunale sportivo.
Ma la domanda è:
se un massone commette un reato penalmente rilevante che succede?
La domanda è lecita, la risposta imbarazzante, ma illuminante:
nulla!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Prima di spiegare meglio questo punto, però, vi racconto una storia
(ma ne potrei raccontare anche tante altre, sempre naturalmente con
tanto di documentazione) e poi vi dico cosa ha deciso, con sentenza
a Sezioni Unite, il Tribunale massonico.
Un giorno un
massone viene a sapere che il Gran Maestro avrebbe chiesto ed
ottenuto tangenti su affari “profani” di interesse dei Fratelli. La
cosa lo sconvolge e, alla prima riunione, si rivolge al Gran maestro
con queste parole: “E perciò Fratello XXX, tieni ben presente,
almeno questa sera, che le tue risposte ai quesiti che ti verranno
posti dovranno essere assolutamente veritiere, chiare e non
equivoche e possibilmente documentate e documentabili in modo
incontrovertibile. Perché potrei io stesso un giorno essere
chiamato dal giudice Vigna a rendere testimonianza, o prendere io
stesso l’iniziativa per essere chiamato da tale giudice a
testimoniare; e riferirei dettagliatamente le risposte da te date
qui, chiamando, ove occorresse, a testimoniare altri illustri
fratelli qui presenti questa sera e pronti a servire, come sempre,
la verità e la giustizia”.
Ovvero, come si
dovrebbe fare tra uomini liberi, rispettabili ed onesti, venuto a
conoscenza di un fatto penalmente rilevante commesso da un fratello,
chiede a questi chiarimenti.
Vi domandate cosa è successo?
Ve lo raccontiamo noi.
Il malcapitato che aveva chiesto informazioni è stato denunciato al
Tribunale massonico e, dopo tre gradi di giudizio, con sentenza del
tribunale del Grande Oriente d’Italia, del 28/X/1978, Corte Centrale
a Sezioni Unite, viene espulso dalla massoneria con la seguente
motivazione:
“di avere, nella
riunione del collegio circoscrizionale dei MM. VV. del Lazio,
apostrofato con arroganza il Gran Maestro ….., minacciandolo
di adire il giudizio profano, violando così anche il principio n. 1
Cap. IV degli Antichi Doveri”.

Due esempi di sentenza massonica:
clicca per ingrandire (tutti i nomi dei f.lli sono stati cancellati)
Eccolo!
Ora possiamo, finalmente, capire qualcosa in più.
Le costituzioni dell’Ordine non prevedono che possa essere espulso
un delinquente, ma un uomo onesto pronto a dire quello che sa alla
magistratura si.
Questo perché chi entra in massoneria giura di non riconoscere
legittimità al Tribunale profano (ovvero l’organo giudiziario
previsto dalla Costituzione italiana), considerato indegno di
giudicare i fratelli, uomini illuminati.
In altri termini: un massone non può neanche minacciare di adire
l’Organo Giudiziario previsto dalla nostra Costituzione. E chi viola
questo dovere viene punito nella maniera più dura.
Tra noi profani
tale comportamento viene definito, nel migliore dei casi, omertoso (L'omertà
è l'atteggiamento di ostinato silenzio atto a non denunciare reati
più o meno gravi di cui si viene direttamente, o indirettamente a
conoscenza), e mal si concilia con persone che pretendono di
presentarsi al mondo come persone libere, rispettabili che tendono
al perfezionamento morale.
Con tale giuramento come sorprendersi che tanti aspiranti
delinquenti vedano come un Eden la vostra associazione e facciano a
gara per entrarvi? Sanno infatti che qualsiasi cosa gli altri
fratelli vengano a sapere, non possono cacciarli e non possono
denunciarli. Un paradiso per chi vuole delinquere.
Ancora una volta riportiamo un esempio importante.
Nel 1992 il
procuratore Agostino Cordova apre un’inchiesta sulla
massoneria. Gran Maestro in quegli anni è il prof. Giuliano Di
Bernardo. Cordova gli chiede di collaborare e Di Bernardo, avendo
visto che gli addebiti dell’inchiesta non erano fantasia
(connessioni tra mafia, ‘ndrangheta e massoneria) acconsente
fornendo al Procuratore gli elenchi degli iscritti. Ha tradito.
Vediamo cosa gli è successo dopo.
Cosa è successo lo dice Di Bernardo. Il 14 aprile 1993 in una
riunione dei membri di Giunta del Grande Oriente pronuncia le
seguenti parole: “Volevo comunicarvi le mie decisioni. Ho
ricevuto minacce gravissime e con me tutta la mia famiglia. Ho visto
mia madre piangere per l’inquietudine che avevano suscitato in lei
quelle minacce. Ne hanno ricevute mia moglie ed i miei figli. La mia
famiglia è spaventata e vive in costante angoscia. Ho quindi deciso
di dimettermi”. (v. il libro di Pinotti, Fratelli d’Italia, a
pag 63).
Ha collaborato ad una inchiesta giudiziaria che coinvolgeva dei
“fratelli” e per costringerlo ad andarsene sono arrivati a
minacciare la sua famiglia, figli compresi.
Non c’è da stupirsi.
Come abbiamo
visto le leggi della massoneria permettono una protezione che non ha
eguali tra le associazioni lecite per i criminali.
Una società può funzionare solo se tutti i cittadini fanno il loro
dovere. Non vi può essere polizia, esercito o altro che possa
sostituirsi al controllo sociale. E che controllo può esservi se un
gruppo di uomini che, purtroppo, spesso si trova ai vertici del
potere, è vincolato da un giuramento di omertà?
Ma questo chi entra in massoneria lo sa bene. Anzi, diciamola tutta,
molti entrano proprio per questo!
Reati.
Ed
ora un ultima domanda: tale giuramento, ovvero quello di non
riconoscere legittimità all’Organo Giudiziario previsto dalla
Costituzione italiana, potrebbe integrare un’ipotesi di reato?
A mio parere si.
Pensiamo ai massoni che svolgono una professione che li obbliga a
prestare il giuramento di osservare e rispettare la Costituzione.
Questi, a nostro parere, commettono un reato solo prestando il
giuramento per l’ingresso in massoneria.
Si pensi a tutti
i militari.
Il giuramento militare recita: “Giuro di
essere fedele alla
Repubblica
italiana, di osservare la
Costituzione e le
leggi e di adempiere con
disciplina
ed
onore
tutti i doveri del mio
stato
per la difesa della
Patria
e la salvaguardia delle libere istituzioni”.
Nel codice penale vi è l’art. 266. Istigazione di militari a
disobbedire alle leggi, che prevede: “Chiunque istiga i
militari a disobbedire alle leggi o a violare il
giuramento dato o i doveri della disciplina militare o altri
doveri inerenti al proprio stato, ovvero fa a militari l'apologia di
fatti contrari alle leggi, al giuramento, alla disciplina o ad altri
doveri militari, è punito, per ciò solo, se il fatto non costituisce
un più grave delitto, con la reclusione da uno a tre anni”.
E tutti quei
fratelli che, pubblici ufficiali, hanno l’obbligo, venuti a
conoscenza di un reato, di sporgere denuncia?
Il reato poi, permanendo il giuramento e l’affiliazione massonica, è
permanente, ovvero non soggetto a prescrizione.
Ma anche i massoni che non svolgono una professione soggetta a
giuramento, probabilmente commettono un reato. Esiste infatti nel
notro ordinamento la figura del concorso morale nel reato.
Esiste quindi un reato associativo ai sensi dell’articolo 416 del
codice penale. Conoscono il fratello, la professione ed il
giuramento fatto. Magari lo presentano, partecipano alla sua
iniziazione, sanno che giurando commette un reato, e proprio loro,
gli altri fratelli, partecipano e gli danno la sicurezza della
copertura a tale reato (un massone può decidere di dire che è
massone, ma ha giurato di non fare mai il nome di un altro
fratello).
Conclusione.
Quanto sino ad ora detto, se poteva essere ignoto ai profani, è
perfettamente chiaro e conosciuto ai massoni. Anche quello ai gradi
più bassi.
Ripeto. Sono sicura che tanti massoni siano brave persone, ma è
anche vero tutti hanno accettato di entrare in una associazione ove
sapevano perfettamente che non è possibile né cacciare, né
denunciare i delinquenti. In una associazione in cui giurano
omertà.
Se veramente i massoni onesti vogliono essere riconosciuti come
tali, e vogliono chiudere le loro porte ai delinquenti, si rifiutino
di giurare loro appoggio e protezione. Non ci vuole molto. Basta
cambiare una legge. Basta prevedere che il massone, venuto a
conoscenza di un reato compiuto da qualsiasi cittadino, massone o
no, sia obbligato a denunciarlo alla Procura della Repubblica.
Ora ci rivolgiamo, a voi iscritti in massoneria. Voi tutto questo
non lo fate; continuate a mantenere leggi che:
- prevedono
l’espulsione del fratello che venuto a conoscenza di un reato chiede
spiegazioni e dichiara di essere disponibile a collaborare con la Procura della Repubblica per “servire
la verità e la giustizia”;
- non riconoscono un organo previsto dalla costituzionale
- non prevedono mezzi per espellere i delinquenti, così che per voi
sia accettabile sedere accanto a ladri, truffatori, assassini,
magari chiamandoli “venerabile”
Se continuerete
a fare tutto questo, allora vi preghiamo vivamente di non indignarvi
per le critiche mosse alla vostra associazione e di mantenere,
questa volta si, un decoroso silenzio.
Nota finale. Le
sentenze in nostro possesso e citate nel testo dell’articolo sono
depositate presso procure e organi di polizia. Verranno mandate
scannerizzate a chiunque ne farà richiesta.
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